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Il modo in cui conduciamo le discussioni sta peggiorando?

Penso che quanto andrò a descrivere sia principalmente dovuto ai social network: ho l'impressione che ci si stia un po' tutti impigrendo su una maniera di discutere che premia le imposizioni, le frasi perentorie - non tanto i ragionamenti che portano a formulare queste frasi, ma gli assunti stessi che talvolta sono pure privi di fondamenta.
Ho premesso che questo secondo me è da imputare ai social, ma se apro la discussione è perché ultimamente noto che questo trend sta prendendo piede pure fuori, e molto: in particolare, ho il forte sospetto di essere io la prima a stare cominciando a discutere in questo modo.

Io per lavoro mi occupo di comunicazione, quindi per me questo problema è vitale: sistemi come questi di esprimere un'opinione premiano chi riceve maggior consenso - chi sa dosare una giusta misura di sarcasmo e arroganza per prevalere sul prossimo, senza garantire la bontà dei propri ragionamenti. Per non parlare dell'additare intere categorie di persone nell'esprimere quello che sembra essere un punto di vista e che, in realtà, esprime anche e soprattutto una posizione incontrovertibile, o che con la logica ha poco a che vedere.

Non lo nascondo: mi preoccupa molto questa tendenza, e mi preoccupa soprattutto vederla in chi fa il mio stesso lavoro, perché mi pare che ci si stia disabituando a guardarsi allo specchio e a riflettere su un argomento per più di dieci secondi prima di controbattere. Secondo me non è solo normale e salutare ma anche giusto lasciare decantare avvenimenti e commenti prima di rispondere, perché altrimenti come si può contribuire adeguatamente a una discussione? Ma mi pare che questo mio modo di vedere le cose sia poco di moda, al momento.

Non so, voi che ne pensate?
Grazie mille per l'attenzione!
SirAlphaexaEliagioSniper_OpsitBlindrondinella61LupaLudokara
❤️
but the Earth refused to die
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Commenti

  • Andato89Andato89 Andato
    Pubblicazioni: 86
    Se ti riferisci alla propaganda, di certo non si può dire che sia un fenomeno recente. La storia del Novecento e dei vari totalitarismi dovrebbe averci già insegnato qualcosa a riguardo da parecchio tempo. I social network sono semplicemente un nuovo mezzo di comunicazione. A differenza di radio e televisione, hanno perlomeno il vantaggio (ma anche lo svantaggio, dipende da che punto si guarda questa cosa) che ognuno può dire la sua. In ogni caso siamo un popolo prevalentemente di analfabeti, quindi non mi sorprende che le frasi fatte abbiano ancora una maggiore presa rispetto al sano utilizzo della ragione. Speriamo in un futuro migliore per tutti noi
    EstherDonnellySirAlphaexaNemowolfgangMinollo
  • EstherDonnellyEstherDonnelly SymbolPilastro
    Pubblicazioni: 2,737
    Io da una parte penso questo: bene che stia venendo fuori QUANTO la popolazione sia analfabeta (funzionalmente parlando), perché non credo proprio che sia internet ad averci reso stupidi - e, da brava figlia dell'era dell'informazione, penso sia meglio saperla una cosa anziché no. 
    Dall'altra, mi addolora il fatto che questi fenomeni abbiano presa pure sulle persone di almeno media intelligenza, e mi preoccupa, proprio per il link con il fenomeno dei totalitarismi che hai evidenziato. 
    Detto in altri termini, mi preoccupa che possa succedere a chiunque (me inclusa) di cadere nella trappola del commento Facebookiano medio - perentorio, indiscutibile, ad ampio raggio -, triggerato dall'argomento che prende di pancia, in un momento in cui tutto prende di pancia. Essere costantemente esposti ai social sicuramente rende sensibili, rende tutto un possibile trigger.

    Diciamo che ho voglia di parlarne per "allenarmi" a ricordare che c'è un rischio costante, che non sono e non siamo esenti dal fenomeno solo perché siamo consapevoli. 

    A me preoccupa le modalità con cui affermiamo di avere ragione piuttosto che delle ragionevoli perplessità, con cui diciamo che una cosa "è così", beninteso che lo faccio anch'io. Mi sembra pure che questo non avvicini persone affini, semmai le allontana, perché alla minima divergenza si correrà ai ripari. E' difficile non sentirsi cosmicamente soli con queste premesse.

    Servono delle strategie per distaccarsi emotivamente dal dibattito pubblico, per rendersi impermeabili quando certi commenti sembrano essere personali e non lo sono.
    Ecco, se dovessi individuare la malattia che ha sparso il mondo dei social network, direi questa: tutto finisce sul personale. Sia che accada davvero, sia che sembra a una delle parti.
    Lo trovo avvilente.
    NemoMinollo
    ❤️
    but the Earth refused to die
  • DomenicoDomenico Andato
    Pubblicazioni: 3,935
    In una parola: post-verità.
    EstherDonnelly
    Piuttosto che maledire il buio è meglio accendere una candela - Lao Tze
  • RonnyRonny Neofita
    Pubblicazioni: 1,420
    Semplicemente i social e internet ti permettono di sfogarti in un modo che non ha conseguenze nella tua vita di tutti i giorni. Nella vita reale non dici le cose che pensi nel modo in cui lo pensi perché hai sempre delle conseguenze. Le persone online escono dalla tua vita una volta che spegni lo schermo. Oltretutto tu su internet vedi le persone secondo uno stereotipo che hai in testa, non conosci la persona. Io il 90% delle cose che dico su internet non le direi nella realtà (o almeno non le direi nel modo in cui lo dico). Perché bisogna ricordarsi che Internet è prima di tutto un mezzo d’intrattenimento.
    Se io ho un meltdown all’università, o con i miei amici o con la mia famiglia è peggio a livello di conseguenze di quando lo sfogo sul web. Internet permette di sfogarti in un modo gratuito
    Minollo
  • EstherDonnellyEstherDonnelly SymbolPilastro
    Pubblicazioni: 2,737
    A me preoccupa molto chi quel modo di parlare lo porta fuori dall'internet.

    Non credo nella sincerità come valore assoluto: chiunque pensi che sia sempre meglio dire la verità, pure brutalmente talvolta, per me non ha del tutto chiaro cosa significhi vivere col prossimo.

    E' a causa di questa scuola di pensiero che poi la gente oggi come oggi si sente legittimata a definirsi razzista pure all'atto pratico, e non solo dietro uno schermo del pc.
    BlindNemolucy84
    ❤️
    but the Earth refused to die
  • MinolloMinollo Veterano
    Pubblicazioni: 284
    Mi trovo molto d'accordo con EstherDonnelly, a me preoccupano di più quelli che le cose che dicono sui social media le dicano pure al di fuori di essi, senza freni inibitori. è come se oggi nessuno sentisse più colpa o vergogna e non si prenda più la responsabilità di quello che dice (e guardate che un atteggiamento simile su internet l'ho notato già una quindicina d'anni fa, su siti con commenti liberi come "Bastardidentro"). Comunque non darei la colpa ad internet, un atteggiamento simile capitò pure su "Radio Radicale", quando trasmettevano le voci dei radioascoltatori senza censura, finendo per trasformare "Radio radicale" in "Radio Parolaccia", a prova del fatto che (specialmente in Italia) si confonde troppo spesso il libero arbitrio con l'anarchia (nel senso "assenza di regole") e che alla gente piace lanciare il sasso e nascondere la mano (da perfetti vigliacchi).



    vera68
  • MinolloMinollo Veterano
    Pubblicazioni: 284
    Comunque ritornando alla domanda iniziale ("il modo in cui conduciamo le discussioni sta peggiorando?"), io dico:Sì, perchè da una parte (come ha già detto il mitico Umberto Eco) internet ha dato "diritto di parola" a legioni di imbecilli ignoranti, orgogliosi di esserlo e che pretendono di saperne (nella loro ignoranza) più di un premio nobel da un lato, dall'altro (nello specifico) noi italiani siamo sempre stati un popolo di bambocci viziati col complesso del "chiagni e fotti" (ed è specialmente per questa ragione che sono misantropo e odio l'italiano-medio, di cui ho il concetto peggiore possibile -ovvero (parafrasando Woody Allen) ha una morale tutta sua ed è di molte tacche più sotto di quella di Luigi Chiatti e Gianfranco Stevanin messi insieme- ).
  • RonnyRonny Neofita
    Pubblicazioni: 1,420
    @EstherDonnelly una persona dice quello che vuole ogni volta che percepisce che per questo non ci saranno conseguenze. I discorsi razzisti li fai, sia nella realtà che online, in luoghi e in situazioni in cui non soffri le conseguenze di ciò. Nella nicchia sociale dove mi trovo io, fare i discorsi razzisti ha serie ripercussioni sulla tua vita: mentre invece mancare di rispetto ed essere estremamente volgari in ambiti legati alla religione, nazione, tradizione ecc. no. In altre situazioni vale il contrario
  • LupaLupa Veterano
    Pubblicazioni: 266
    Vado un po' OT, ma il discorso sulle imposizioni e la mancanza di volontà di confronto mi fa venire in mente un altro aspetto favorito dai social e da internet in generale che è la possibilità di parlare di sè. Questa possibilità sembra essere diventata una necessità per tantissime persone, non solo nei luoghi dove il raccontarsi è gradito o richiesto e porta a scambi costruttivi, ma anche in situazioni totalmente fuori contesto. L'impressione è che in diverse situazioni la maggiore esposizione dei sè non vada di pari passo con una maggiore capacità di ascolto e di accoglienza dell'altro ma sia anche questa una sorta di prevaricazione. Nel piccolo della mia vita quotidiana questo lo noto anche in contesti reali, dove incontro sempre più persone che hanno bisogno di rovesciare addosso agli altri le loro difficoltà e problemi senza preoccuparsi se il loro sfogo è appropriato alla situazione o alla persona a cui si stanno rivolgendo.
    Come hai notato tu anche per me l'impressione è che alla discussione si stia sostituendo l'affermazione.
    EstherDonnellyDomenicoEliagio
  • superconcesuperconce Neofita
    Pubblicazioni: 171
    Ci sarebbero tante cose da dire. Credo che il parlare da dietro uno schermo, che sia cellulare o pc, senza essere interrotti, possa indurci sempre più a parlare “verso” e non a parlare “con”. Se l interlocutore non risponde chissenefrega, ce ne sono tanti altri. Se non è d’accordo basta bloccarlo. Poi si è aggiunta la faccenda del like, ovvero la reazione al tuo soliloquio. il numero di like spesso non è direttamente proporzionale alla qualità del messaggio Ma lo è con la popolarità della persona o della cosa che ha detto: dire una cosa facile in cui sono tutti d’accordo porta più like, come postare un selfie porta più like di postare una poesia. Poi ci sono tante cose nuove, la spunta di visualizzazione ad esempio(una persona visualizza e non risponde. possiamo percepirla come una persona che sta di fronte a noi , ci guarda, e non risponde) i tempi di risposta. il fatto cHe possiamo scrivere a qualunque ora senza mai pensare agli orari dell interlocutore. L’uso dello scritto come fosse parlato. Tutto questo ci modifica. Il lato positivo è che molte persone incapaci di interagire e “venire fuori” nel mondo reale, hanno avuto la possibilità di raccontarsi, che invece a volte è molto importante. C è stata data la possibilità di raccontarci dal basso, senza intermediari, censure o studiosi che parlano di noi al posto nostro (mi riferisco all arte ma potete applicarlo a molte cose) . Lo so, c è chi posta la foto di cosa sta mangiando e chi racconta una storia partendo da se, e il personale è politico, non dobbiamo dimenticarcene. Poi per la rubrica “si stava meglio prima” vorrei ricordare che: prima c’erano i bar dove si sproloquiava comunque e c’ era la stessa violenza . La stessa ignoranza.
    A volte nemmeno si comunicava , certe categorie di persone venivano direttamente prese a sassate
    Se facevi qualcosa che non andava bene al paese, scrivevano sui muri delle case degli insulti in modo da distruggere la tua reputazione per sempre... ecc
    Insomma non siamo mai stati campioni di comunicazione ed educazione alle differenze
    Sniper_Ops
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