Dona il 5x1000 a Spazio Asperger ONLUS. Codice Fiscale: 97690370586
Spazio Asperger è attivo anche su Facebook.

Per raggiungere la nostra pagina con gli argomenti più discussi del giorno, news e immagini cercate "spazioasperger.it"

Per un gruppo indirizzato a ricerca e terapia cercate "Ricerca e terapia nello Spettro Autistico"

Empatia cognitiva e riconoscimento delle proprie emozioni

In questi giorni sto leggendo e rileggendo vari thread sull'empatia e sulle emozioni che per certi versi sono illuminanti ma per altri mi creano sgomento e confusione.
Per esempio credevo di avere una buona empatia cognitiva. Seguendo uno di quei thread ho fatto un test sul riconoscimento delle microespressioni e ne ho riconosciuta una sola, tra l'altro sfruttando un misto di deduzione logica e casualità. E' dunque possibile che io abbia una empatia cognitiva scarsa ma che con il tempo abbia compensato utilizzando inconsapevolmente altre informazioni? E se è così, come faccio a capire quando è abilità acquisita e quando empatia cognitiva?

Riguardo alle emozioni: a volte mi accorgo quando le provo e la loro intensità è adeguata al contesto (mi è più facile con quelle negative), altre volte non provo quello che dovrei provare, altre volte sono eccessive, altre volte spuntano a caso totalmente fuori contesto. Mi chiedo se è la mia emotività a funzionare in maniera casuale (e se è così perché) o se invece ho difficoltà a riconoscere le mie emozioni. Leggo che molti di voi lavorano sul riconoscere le proprie emozioni: come?

Grazie e scusate per la quantità di domande.
Domenico
«1

Commenti

  • MarkovMarkov Pilastro
    Pubblicazioni: 8,789
    Direi di sì. Io penso di interpretare bene quasi sempre nella realtà, ma quei test li trovo difficili. Mica serve davvero guardare quante rughe ha sulla faccia per capire cosa pensa!
  • riotriot Moderatore
    Pubblicazioni: 5,569
    Lupa ha detto:

    Per esempio credevo di avere una buona empatia cognitiva. Seguendo uno di quei thread ho fatto un test sul riconoscimento delle microespressioni e ne ho riconosciuta una sola, tra l'altro sfruttando un misto di deduzione logica e casualità. E' dunque possibile che io abbia una empatia cognitiva scarsa ma che con il tempo abbia compensato utilizzando inconsapevolmente altre informazioni? E se è così, come faccio a capire quando è abilità acquisita e quando empatia cognitiva?

    l'empatia cognitiva ha alla base il ragionamento, che porta ad interpretare e a costrure dei modelli comportamentali riconoscibili: imparare come le persone mostrano le emozioni, ad esempio.
    allora, quando interpreti senza ragionarci sopra, puoi capire se utilizzi l'empatia cognitiva qualora utilizzi un modello che hai acquisito in precedenza - appunto - col ragionamento.


    EstherDonnellyOrsoX2

  • LupaLupa Veterano
    Pubblicazioni: 233
    @riot mi rendo conto che da come ho scritto non si capisce molto. La mia perplessità è riferita a quanto segue:

    "l'empatia cognitiva è sostituibile fino a un certo punto con la logica e l'osservazione, ma non potrai mai raggiungere i risultati di neurotipico. E se anche ce la facessi, faresti uno sforzo immane tale che tu mantenga i loro standard solo per poco tempo prima di sfinirti. La differenza sta proprio in questo: quello che i neurotipici fanno intuitivamente, noi lo facciamo tramite la logica." nel thread https://www.spazioasperger.it/forum/discussion/6632/facciamo-chiarezza-sui-termini-empatia-compassione-e-simpatia/p9

    " la teoria della mente nella popolazione autistica è presente ma è processata in maniera cognitiva e non intuitiva come negli NT (e questo spiega il miglioramento con età, QI e il tempo di risposta più lungo)" nel thread https://www.spazioasperger.it/forum/discussion/26/morale-ed-etica-negli-aspie

    Ovvero io credevo di avere una empatia cognitiva processata in maniera intuitiva alla maniera dei NT, ma ora non ne sono più tanto sicura.
    riot
  • OrsoX2OrsoX2 Veterano Pro
    Pubblicazioni: 860

    @Lupa la mia esperienza personale coincide sostanzialmente con quanto ha scritto sopra @riot .

    L'empatia cognitiva ha il grande vantaggio di poter essere acquisita in modo sistematico, con l'osservazione, lo studio, l'impegno e, naturalmente, la logica. Questo può permettere un buon adattamento sia sul lavoro che nelle comuni attività quotidiane.

    La consapevolezza dei propri eventuali deficit di empatia cognitiva può spingere a migliorarla a tal punto da diventare più empatici degli "altri", che hanno delle limitazioni dovute alla piena fiducia nella "maniera intuitiva" con cui gestiscono la propria.

    Almeno entro certi limiti, il riconoscimento negli altri delle proprie emozioni, o sensazioni, può far germogliare il seme dell'empatia affettiva. A me è capitato quando ho riconosciuto in altri appartenenti allo spettro lo stesso (o più intenso) fastidio provocato in me da suoni o odori particolari che si sono presentati, per motivi del tutto casuali, a tutti contemporaneamente. E' stata un'esperienza imprevedibile, indimenticabile e sconvolgente.

    riotLupa
    ("Caducità delle umane cose!" - considerazione indifferentemente attribuibile a Umani e Non)
  • plutoneplutone Andato
    Pubblicazioni: 106
    A livello emotivo sono bravo,anzi molto piu' della media dei NT,mentre con quella cognitiva faccio cilecca in quanto non so pensare come penserebbe un altro ne' mettermi nei suoi panni,e' piu' forte di me. Ma tantissimi NT non sanno farlo,quindi non lo considero piu' francamente un tratto asperger.
  • riotriot Moderatore
    modificato 1 April Pubblicazioni: 5,569
    Lupa però può essere come pensi, dal momento che come tu stessa ti definisci, sei al confine ND/NT
    ricordiamoci sempre che le sfumature che sono insite nella condizione possono far coesister un alto coefficiente di empatia cognitiva.

    ma c'è anche il dato statistico per cui le femmine riesco meglio nei test sull'empatia.
    e se hai fatto e conservato l'EQ Test puoi rivedene il responso.

    leggi anche questo articolo:

    (tanto per conferma, io nella diagnosi sono definito come "sistematizzatore estremo")

    Lupa
    Post edited by riot on

  • RonnyRonny Neofita
    Pubblicazioni: 1,420
    Hai compensato la mancanza di empatia cognitiva usando la presa di prospettiva, che è la componente cognitiva della teoria della mente (ossia quella che integra le informazioni che la persona sugli altri usando il ragionamento):
    https://en.m.wikipedia.org/wiki/Perspective-taking
    Gli asperger hanno una presa di prospettiva ipertrofica ed estremamente efficiente a causa de:
    -la mancanza di empatia cognitiva, che porta la persona a sviluppate altri modi per capire gli altri
    -il fatto che abbiamo capacità logiche e razionali superiori alle altre persone e perciò la nostra è meno soggetta a bias, argomentazioni illogiche e stronzate varie

    Ciononostante, un’alta presa di prospettiva non porta automaticamente ad essere bravi socialmente, questo perché nelle interazioni sociali le cose bisogna capirle a run-time con un tempo di risposta immediato e la presa di prospettiva non permette questo:
    https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC6269388/
    Lupa
  • RonnyRonny Neofita
    Pubblicazioni: 1,420
    “Despite the clear group differentiation on the A-ToM social scale, the variability in ToM performance within the ASD sample was substantial. Some individuals clearly had little difficulty interpreting the social interactions accurately; others were quite markedly impaired. Thus, while a ToM deficit may be indicative of ASD in adults, the lack of one (at least as detected on an instrument such as the A-ToM) may not preclude a diagnosis. If indeed this proved to be the case it would call into question whether a ToM deficit should be considered a core feature of the disorder (at least in adulthood). Further, while one may expect this deficit to be related to autism severity, the lack of a relationship with the AQ scale suggests this may not be the case“

    “The examination of reliability and validity confirmed the potential of the ToM measurement instrument. Inter-rater and test–retest reliability were acceptable, especially given the interval between tests. Principal components analysis confirmed the presence of relatively neat social and physical components. Additionally, with the benefit of a much larger sample size than has previously been used in this area of research, the other measures of ToM–the Strange Stories and the Frith-Happé animations–did not show the same differentiation between ASD and non-ASD adults that was exhibited on the A-ToM. On the Strange Stories, the groups were clearly differentiated on the social scale–but they were also differentiated on the physical scale and the differentiation on both scales persisted after controlling for VCI. Although the ASD group performed worse on the mental and feelings measures of the Frith-Happé animations, the effect sizes were relatively weak and the differences were not significant with VCI controlled. It is important to note, of course, that the Strange Stories and the Frith-Happé animations have not been the beneficiaries of any item analysis approach such as that carried out here with the A-ToM, nor could they have been given the limited sample sizes in their supporting studies. It is conceivable that a similar approach to producing a final item set on those scales could produce instruments that provide the same differentiation, although our data suggest that the number of items preserved in such a revision would likely be quite small”
    https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC5487761/
    Lupa
  • LupaLupa Veterano
    Pubblicazioni: 233

    OrsoX2 ha detto:

    La consapevolezza dei propri eventuali deficit di empatia cognitiva può spingere a migliorarla a tal punto da diventare più empatici degli "altri", che hanno delle limitazioni dovute alla piena fiducia nella "maniera intuitiva" con cui gestiscono la propria.



    E' proprio questo ciò su cui mi sto interrogando in questo post. Io non so se ho deficit di empatia cognitiva. Riesco a relazionarmi agli altri come farebbe una qualunque persona NT introversa, anche se mi costa una enorme fatica. Paradossalmente mi dicono che capisco bene gli altri, che sono una buona osservatrice e molto intuitiva. Vorrei tanto capire se sono intuitiva o se la mia capacità di lettura degli altri è costruita seguendo altre vie, ma immagino che negli adulti non sia facile separare le due componenti.

  • LupaLupa Veterano
    Pubblicazioni: 233
    riot ha detto:

    Lupa però può essere come pensi, dal momento che come tu stessa ti definisci, sei al confine ND/NT
    ricordiamoci
    sempre che le sfumature che sono insite nella condizione possono far
    coesister un alto coefficiente di empatia cognitiva.

    ma c'è anche il dato statistico per cui le femmine riesco meglio nei test sull'empatia.
    e se hai fatto e conservato l'EQ Test puoi rivedene il responso.

    leggi anche questo articolo:

    (tanto per conferma, io nella diagnosi sono definito come "sistematizzatore estremo")

    Più che definirmi al confine NT/ND lo ipotizzo sulla base dei test fatti, consapevole che l'ipotesi può essere confermata e smentita. Vivo un periodo di incertezza.

    L'EQ test l'avevo fatto diverse volte, a oggi il risultato è 35, mentre per l'SQ test 55, se non ho capito male dovrei rientrare nel tipo B.
    riotOrsoX2
Accedi oppure Registrati per commentare.
Dona il 5x1000 a Spazio Asperger ONLUS. Codice Fiscale: 97690370586
Un pizzico di autismo? Ma quale? Aiutaci a scoprirlo con la ricerca online