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Come sarebbe stato essere diagnosticati da bambini?

Questa discussione è stata creata dai commenti divisi da: Una reazione dal coming-out (come "aspie") di Susanna Tamaro.
"There are those that break and bend. I'm the other kind"

Cinema, teatro, visioni
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Commenti

  • vera68vera68 Pilastro
    Pubblicazioni: 2,367
    @marcov dice:
    Mah... Non voglio tirare conclusioni ma... sarei proprio curioso di poter vedere davvero coi miei occhi com'erano tutti questi in un tipico giorno di scuola elementare. Là sì che si apre il vaso di Pandora.

    Hai ragione! Non sai quanto lo vorrei per me.
    Vedere con la consapevolezze di oggi perché piangevo improvvisamente senza motivo, perché andavo in crisi per un laccetto perso, perché mi potevano sfottere senza che reagissi, perché non potevo spiegare il perché dei miei disagi. Quando hai dei genitori che ti vogliono bene, ma poverini, hanno già i loro personali mostri da combattere e non sanno da che parte prenderti e passano dalla dolcezza estrema alla durezza di un addestramento militare senza pietà, ti chiedi dove si origini davvero il disagio.
    rondinella61MarkovPieroOrsoX2NemoBriseideMononokeHime
  • mamma_francescamamma_francesca Colonna
    Pubblicazioni: 1,627
    @Markov mi lascia molto perplessa quello che dice tua mamma della primaria di oggi, perchè oggi veramente si da l'etichetta di "spettro autistico" a bimbi che un tempo non erano diagnosticati, perciò mi chiedo:
    - il fatto di sapere che un bimbo è autistico altera il "suo modo di vederlo"? Sarebbe grave per il bimbo, ma credo che questa incapacità di vedere prima il bimbo reale e poi l'etichetta avvenga anche negli stessi genitori, quindi non mi stupisce;
    - il fatto che siano diagnosticati porta i bimbi a mascherarsi di meno e a comportarsi più da autistici, perchè nessuno gli dice cosa non fare? in parte questo alleggerisce i bimbi in parte gli pregiudica l'autonomia futura;
    - i bimbi veramente lievi pur con la diagnosi vanno a scuola senza rendere nota l'etichetta? noi in effetti facciamo così su suggerimento dell'ASL, mi piacerebbe sapere se siamo in buona compagnia.

    Per tutti quelli che si lamentano di non aver avuto supporto da piccoli, perchè non riconosciuti, siete VERAMENTE sicuri che se le vostre difficoltà fossero state riconosciute da piccoli la vostra vita sarebbe stata meglio, non pensate o non avete il minimo dubbio che vi sarebbe potuta andare molto peggio? Cioè siete convinti che ai bimbi autisti oggi venga dato il supporto giusto e cresciuti bene dai genitori?
    Perchè io leggo genitori che considerano l'autismo dei figli la più grossa delle disgrazie, leggo delle pagine e mi chiedo tra un po' di anni cosa penseranno questi bimbi dei loro genitori, spero li manderanno a quel paese, mi fa male pensare come debbano crescere questi bimbi, come sia la loro autostima, e parliamo di bimbi che sono lievi, che sono ad alto funzionamento, che parlano, giocano, vanno a scuola, fanno sport ecc. Per me se venivano solo considerati un po' strani e sgridati "ingiustamente" gli facevano meno danni.
    asia1234osurNemoMononokeHimesunsky
  • vera68vera68 Pilastro
    modificato October 2018 Pubblicazioni: 2,367
    Io mi devo ancora curare le ferite per rispondere nel pieno delle mie facoltà e ho 50 anni
    E se questa cosa perdura e non molla forse un motivo ci sarà.
    Post edited by vera68 on
  • riotriot Moderatore
    Pubblicazioni: 6,023
    @Markov è ovvio che la maggiore conoscenza dell'Autismo (più o meno corretta che sia), faccia notare precocemente rispetto al passato i comportamenti correlati.



    vera68

  • MarkovMarkov Pilastro
    modificato October 2018 Pubblicazioni: 10,296
    Forse dipende dalle singole scuole o dalle regioni, inclusa la conoscenza delle insegnanti che non è mai stata focalizzata sull'autismo. È tuttora un tema molto marginale rispetto ai dsa come la dislessia.
    NemoBriseide
    Post edited by Markov on
  • PieroPiero Membro Pro
    Pubblicazioni: 84
    @mamma_francesca questo è proprio il dubbio che mi sono posto io da un pò di giorni.
    Sinceramente credo che sia molto meglio (almeno per me) aver scoperto questa cosa a 29 anni (tra poche settimane avrò una risposta più certa), nonostante tutte le difficoltà e gaffe avute/fatte da piccolo che essere etichettato dagli altri e trattato diversamente da subito (perchè parliamoci chiaro questo avverrebbe di certo ad un bambino).
    Cioè adesso moltissime cose le riesco a frenare abbastanza, inoltre so cosa posso dire e a chi posso dirlo e con chi invece non devo esprimere il mio pensiero "candidamente".

    Ad ogni modo lungi da me dirti come è giusto educare i figli però a volte cose che possono sembrare normali al bambino fanno male.
    Esempio stupido io odiavo le feste eppure "dovevo" andarci però stavo male per questo. Quindi magari se ogni tanto mi fosse stato detto: "ok, stavolta puoi non andare" non avrebbe creato chissà quale problema.

    vera68
  • MarkovMarkov Pilastro
    modificato October 2018 Pubblicazioni: 10,296
    Direi che dagli altri compagni si viene etichettati comunque come down e affini, non ti riservano certo la parità di valore sociale. Tuttavia penso sia necessario passarci... Almeno se ti dicono down tu sai che non è vero e almeno hai qualcuno che ti alza le aspettative (la famiglia) e che ti spiega di non preoccuparti perché il futuro mostrerà chi aveva ragione :D
    Invece l'autismo rischia di finire soprattutto nelle mani delle famiglie più spaventate che rischiano di abbassare loro stessi le aspettative imbottendo di protezioni a tempo indeterminato...


    Insomma, io penso che la strada in salita sia la più faticosa da percorrere ma per chi non muore prima è anche quella che permette di vivere senza limiti e di stare a testa alta.
    Pierocamelia
    Post edited by Markov on
  • MarkovMarkov Pilastro
    Pubblicazioni: 10,296
    Poi per come stanno le cose adesso forse è addirittura conveniente avere l'appoggio degli adulti. I coetanei non sono un buon riferimento da piccoli... Meglio un bel piedistallo e snobbare i "famose una canna"... almeno forse avrai un futuro un pochino più felice del loro.
  • mamma_francescamamma_francesca Colonna
    Pubblicazioni: 1,627
    Quello che trovo "angosciante" come mamma è leggere di altri genitori che qualsiasi cosa facciano i bimbi e insieme a loro - tipo partecipare ad un corso di danza e relativo saggio, andare a fare un pic nic fuori, andare a messa per una comunione - tutto viene letto attraverso la lente "autismo", anche quando francamente non mi pare che i bimbi facciano poi qualcosa di molto diverso dagli altri. Mi sembra limitante e fortemente ansiogeno. Ma voi adulti le leggete mai queste pagine, cosa ne pensate?
    Io sono un caso "particolare", nel senso che riconosco di avere dei tratti ma non mi riconosco "autistica", nel senso di "disabile"; sono stata cresciuta con grande rispetto di me e della mia timidezza. Mi piaceva stare in disparte a guardare il mondo e spesso non mi mettevo in gioco. Non mi sarebbe mai e poi mai piaciuto essere messa al centro dell'attenzione che un'etichetta ti mette; la scuola era il luogo della mia autostima e quindi se mai mi avesso messo una maestra di sostegno sarebbe stata la fine. Ero una bimba tranquilla di quelle che dove le metti stanno.
    nebelMarco75NemoDomitillaMononokeHime
  • MignonMignon Veterano Pro
    Pubblicazioni: 243
    A essere sinceri, penso che sia andata meglio così.
    Nel contesto provinciale in cui sono vissuto ogni mia particolarità sarebbe stata vista come una conferma che, scusate il termine forte, "sono quello scemo".
    Senza diagnosi sono cresciuto privo di supporto particolare, ma ho imparato a vedere me stesso senza la cappa di una categoria che leggesse o limitasse il mio futuro nelle mani di adulti limitati. Essere considerato un genio mi ha creato dei problemi di fronte a tutto quello che non so fare. Essere considerato "particolare di carattere" mi ha creato problemi con tutto quello che non riesco a fare (o trattenermi dal fare) diversamente. Alcuni miei talenti sono stati ostruiti, perché la serietà che ho nelle mie passioni non è stata capita per tempo da chi avrebbe dovuto guidarmi.
    Insomma i miei comportamenti sono stati fraintesi.
    Ma la mia identità è rimasta "senza nome" e libera, e di questo, alla fine, sono grato.
    rondinella61Pierovera68Marco75MononokeHimesunsky
    "Le brave persone pensano sempre di aver ragione."
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