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Una reazione dal coming-out (come "aspie") di Susanna Tamaro

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Commenti

  • RyunosukeRyunosuke Membro Pro
    Pubblicazioni: 75
    Lei scrive frasi del tipo "perchè da sempre mi sento come un insetto prigioniero di un tubo di vetro?". Da quello che scrive, lei si sentiva già prima in una gabbia. Ben prima di sapere della sindrome di Asperger. Solo che adesso questa sua prigione o sedia a rotelle interiore ha un nome, e scrive che per lei scoprirlo è stato il momento più liberatorio della sua vita.

    Non ha senso per me il suo modo di vedere l'Asperger come gabbia etc. Fra l'altro definirlo così mi dà l'idea di qualcosa che si possa separare dalla persona, il che appunto non ha senso, l'Asperger fa semplicemente parte di me. Però non si può dire ad una persona come si deve sentire. Poi, come ha scritto @Sophia avrà influito anche il suo percorso di vita. Con dei genitori che non hanno fatto i genitori e un patrigno peggiore dei genitori. è stata allontanata da casa e ha abitato in colleggio e poi in casa famiglia, le hanno rifilato farmaci previsti per le sindromi schizofreniche.... Non mi sembra una cosa straordinaria che alla fine abbia una visione delle cose molto negativa.

    Poi dispiace veder usare termini come "disturbo" "affetto da" etc. Il messaggio che arriva è "malattia". Fra quelli che leggeranno il libro tanti non sapranno nulla di autismo.... e se non cercheranno di informarsi e di sapere il punto di vista di altre persone, possono credere che sia solo un qualcosa che automaticamente porta sofferenza a chi ce l'ha.
    MononokeHimeSophiariot
  • vera68vera68 Pilastro
    Pubblicazioni: 2,492
    Io capisco e difendo la sua posizione
    Quando la sofferenza è tanta...troppa, lunga una vita, non si cancella con un colpo di bacchetta magica, anche se, come lei si riesce a ritagliarsi una dimensione di vita a propria misura.
    Capisco l'orgoglio "aspie" ma poi si fa i conti con la vita e con i lividi che la lotta per la sopravvivenza ti ha lasciato.
    Non vi dimenticate che ha 60 anni e la sindrome di Asperger è stata riconosciuta solo 35 anni fa
  • DispersoDisperso Membro
    Pubblicazioni: 35
    Markov ha detto:


    *Come non è trascurabile neanche che nei primi 10 anni di vita le cose sembravano funzionare... Quand'è così sicuramente è perché ci sono pure pretese alte che subentrano dopo.

    Questo lo trovo interessante. Susanna Tamaro era la vicina di casa della migliore amica di mia madre. Nei primi dieci anni di vita magari lei non ha rilevato niente che non funzionasse, ma da quello che so io veniva considerata ben strana dagli altri bambini.

    Vado a leggermi gli articoli, che è meglio.
    vera68rondinella61
  • DispersoDisperso Membro
    Pubblicazioni: 35
    Aggiungo una cosa: io fino a una certa età mi consideravo perfettamente normale, dove per me la norma ero io e non gli altri. Nonostante il bellissimo e le esperienze terrificanti, che io non riuscivo a capire, per me ero "normale" e quelle che vivevo erano "cattiveria gratuita".
    Cosa è cambiato dopo? La scala di bullismo è aumentata e gli insegnanti hanno dato la colpa a me, al mio essere "strano" e "diverso". Poi le differenze le ho viste anche io, ma molto dopo quello che ci si aspetterebbe. Ero nella mia "bolla", e quello che c'era fuori non mi interessava, quindi non osservavo le differenze.

    Magari anche per lei è stato così, si è resa conto solo dopo di essere diversa dagli altri. Comunque lo ribadisco, era considerata strana e non in modo positivo dagli altri bambini.
    Che poi lo viva come "prigione", è comprensibile se si pensa che è il limite che la trattiene dal comunicare con gli altri come gli altri. Se vuoi essere come tutti e non ci riesci, è una situazione pesante. Se non vuoi essere come gli altri ma riesci ad impostare la tua vita in un modo consono a te, allora non è una prigione.

    Per me il "limite" è che nelle relazioni sentimentali importanti non riesco ad essere accettato per quello che sono. Nei rapporti lavorativi funziono bene, devo solo fare il mio lavoro, e posso farlo nel modo che preferisco, sono io a dettare le regole. E allora è una prigione/limite quando vorrei essere "normale" per stare con la persona a cui tengo e non ci riesco, per quanto io abbia provato (vero anche che l'altra persona mi ha reso le cose estremamente complicate).
    rondinella61
  • BlunotteBlunotte Veterano Pro
    modificato October 2019 Pubblicazioni: 502
    Ieri ho finito di leggere e ho subito riletto, seppur molto in fretta, lo ammetto, "Il tuo sguardo illumina il mondo".

    A me il libro è piaciuto e personalmente non ho avuto l'impressione che la Tamaro parlasse dell'Asperger in termini dispregiativi, anzi, il capitolo 20 (quello incentrato sulla sindrome, anche se qualche altra spia al riguardo si trova sparsa anche nelle pagine precedenti) si chiude proprio dicendo che la "scoperta" di essere Aspie è stato un momento bellissimo ("il momento più liberatorio della mia vita", per la precisione).

    Non ho mai letto niente altro di suo, ma questo libro mi ha fatto venire voglia di recuperare i precedenti. Chissà se e quando riuscirò a farlo.

    Non concordo con tutto quello che dice l'autrice, ma mi è piaciuta la storia di amicizia che racconta e il messaggio che non si deve avere paura di parlare di emozioni, paure, gioie, che non si deve sopravvalutare la forza della volontà rispetto alla forza del destino, che non si deve temere l'amore per la semplicità o la debolezza...


    Charadevera68
    Post edited by Blunotte on
    ---- Per vari motivi, preferisco usare poco/per nulla la funzione messaggi privati. ----
  • Mich1992Mich1992 Andato
    Pubblicazioni: 86
    Greta Thunberg nei suoi libri scrive che chi è Asperger vede tutto o bianco o nero e queste discussioni ne sono la dimostrazione, a parer mio
    vera68
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