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Ecolalia differita, pronomi errati e altre difficoltà in età adulta

StarfishStarfish Andato
modificato August 2018 in Apprendimento e linguaggio
Ciao a tutti! Qualche giorno fa ho aperto una discussione dal titolo "Parole emozionalmente troppo intense", in cui parlavo di alcuni miei problemi di comunicazione. Oggi ho pensato di iniziare una nuova discussione su altre mie difficoltà di linguaggio, per chiedere se qualcuno di voi per caso incontra i miei stessi problemi.
Da bambina non ho iniziato a parlare in ritardo, ma il mio linguaggio era molto ecolalico (per es., ripetevo le frasi che sentivo nei cartoni animati in tv, modificandole un po' a seconda del contesto); ora sono una donna adulta, ma mi accorgo che le mie modalità di comunicazione sono rimaste le stesse di un tempo: sono solo un po' più elaborate.
Anche adesso infatti il mio linguaggio è tutto un complesso puzzle di pezzi di recupero, e una gran parte delle parole che dico sono ancor oggi costituite da frasi o spezzoni di frasi sentite qua e là. L'adattamento e la fusione di tutti questi elementi è la parte più difficoltosa: sbaglio frequentemente la concordanza di soggetti e verbi, di singolare e plurale, di maschile e femminile, di aggettivi e nomi... I pronomi personali e gli aggettivi e i pronomi possessivi sono spesso errati: posso parlare di me in I-II o  III persona singolare, così come posso dare indifferentemente a chi mi sta parlando del "tu", del "lei" o del "voi", cambiando spesso la persona all'interno della stessa frase. Le parole del discorso poi sono spesso invertite o mescolate tra loro (per es., un aggettivo che dovrebbe trovarsi vicino al suo sostantivo, può finire senza motivo da tutt'altra parte, magari all'inizio o alla fine della frase, senza alcuna logica).
A tutta questa gran confusione si aggiungono poi altre difficoltà: quando parlo non riesco mai a sostenere lo sguardo del mio interlocutore per più di pochi secondi (come i NT riescano a conversare guardandosi negli occhi per me resterà sempre un grande mistero...), e spesso rivolgo la testa in tutt'altra direzione rispetto a chi mi sta davanti; inoltre tendo a usare un tono di voce piuttosto basso e a mangiarmi le parole. Le persone che mi conoscono bene sono ormai abituate a questo mio "strano" modo di dialogare, e di solito riescono a capirmi (o a intuirmi) lo stesso. Con gli estranei invece cerco di concentrarmi al massimo per coprire almeno in parte tutti questi miei abituali difetti e cerco di parlare nel modo più chiaro possibile, ma naturalmente molti errori emergono lo stesso, nonostante tutti i miei sforzi.
Con la parola scritta incontro molti meno problemi; tuttavia, noto che alcuni piccoli errori, soprattutto nella concordanza dei pronomi personali, tendono comunque ad emergere, e questo nonostante rilegga i miei scritti moltissime volte.
Qualcuno di voi incontra per caso qualcuna di queste mie difficoltà anche in età adulta (oppure le ha incontrate da bambino)? Grazie in anticipo a tutti quelli che vorranno prender parte a questa mia discussione!
woodstockmammarosannaLisaLaufeyson
Post edited by Starfish on

Commenti

  • modificato August 2018 Pubblicazioni: 566
    @Starfish io non esisto, come del resto tutti i miei interlocutori. Nemmeno ciò che dico e cio' che diro' esiste, perche' e' già avvenuto, o forse l'ho frainteso io nel modo in cui si è concretizzato [...]. Cio' che ho detto sta tutt'ora accadendo, o deve ancora accadere, quindi mi sorge spontaneo chiedermi come io possa definirmi reale, se a stento posso considerarmi un'ologramma del tessuto spazio-tempo.

    La lingua rappresenta un grosso ostacolo alla logica dei miei pensieri, perche' mi impedisce di esternarli correttamente tradotti in suoni, o sottoforma di simboli che stanno ad indicare quei suoni, che poi possono essere assimilati secondo una procedura a specchio da chiunque mi legge, o ascolta.
    Spesso commetto lievi errori di grammatica, dovuti al fatto che in testa mi fluiscono otto lingue, ed io ragiono sul piano concettuale, che in seguito traduco in lingua. Ho la necessita' di non lasciare troppe cose di ciò che ho pensato fuori dal "senso" di quanto esterno, anche se ciò accade quasi sempre.
    La scrittura mi permette di dare maggiore struttura, applicando una logica multistrato, però mi sento comunque limitato dalla lingua.

    Più lingue imparo, e più diventa difficile esprimere ciò che ho in testa.

    ***

    La colpa però è mia, che mi trovo a mio agio nel pensare, e vivo la fase di trascrizione come una cosa noiosa, perché rappresenta per me un compromesso.

    ***

    Molte persone mi hanno riferito che quando mantengo il contatto oculare, metto in forte soggezione. Poche persone riescono a guardarmi negli occhi per lunghi periodi.
    Sembrerebbe che ho uno sguardo penetrante.
    StarfishJohnnygang80woodstockrondinella61
    Post edited by Jin_Nemo_Oudeis on
    Tutto appare sempre un po' diverso
    quando lo si esprime, un po' falsato, un po' sciocco, sì, e anche questo è
    bene e mi piace moltissimo, anche con questo sono perfettamente d'accordo,
    che ciò che è tesoro e saggezza d'un uomo suoni sempre un po'
    sciocco alle orecchie degli altri.
    -Siddharta
  • Terra_di_MezzoTerra_di_Mezzo Veterano
    Pubblicazioni: 172
    Hai fatto una descrizione precisa di quello che accade.
    Io mi ci ritrovo in tono minore ma le modalità sono simili, in particolare mi succede in caso di discorsi che devo improvvisare e che non riguardano materie dove sono preparato (e con persone con le quali ho poca confidenza, fattore emotivo che peggiora il risultato).
    Su discorsi dove conosco bene la materia o sono preparato posso andare in modalità pilota automatico bello spedito.
    Il contatto oculare spesso mi fa perdere il filo del discorso, come se ci fosse una sovrapposizione di canali. Anche se adesso da adulto mi sono allenato ed ho imparato migliorando tanto.
    Starfishwoodstockmammarosannamammaconfusa80
  • mammarosannamammarosanna Veterano Pro
    Pubblicazioni: 346
    Ciao @Starfish
    Succede anche a me che non ho una diagnosi, soprattutto quando devo dare del tu o del lei..faccio un macello.
    Quando mi trovo in presenza di colleghi o da sola e sto svolgendo una mansione che richiede concentrazione, spesso mi "sfuggono" frasi a sproposito che non hanno apparentemente alcun nesso con ciò che sto facendo (ma nella mia testa si perché ho fatto associazione mentale).

    Es: se leggo la parola "homer" mi viene in testa un gingle di zelig circus
    " perché sì o' men di o' men veramen"
    E questo succede giuro tutte le volte!

    [Ma forse sei troppo giovane e non hai seguito zelig circus]

    Anche io quando compongo frasi (nelle conversazioni non programmate e con estranei) faccio un "guazzabuglio " nel coniugare i verbi.

    Quando parlo con la gente se la guardo negli occhi mi "distraggo" perché inizio a notare tanti particolari.
    Ma so che lo devo fare...e me lo impongo.
    Adesso mi capita di parlare da sola (lo facevo molto di più da bambina.)
    Oggi se capita in presenza di altri mi giustifico dicendo che "rifletto ad alta voce".
    Terra_di_MezzoStarfishvera68
  • StarfishStarfish Andato
    Pubblicazioni: 60
    Saluto e ringrazio tutti quelli che hanno partecipato a questa discussione! Grazie anche a chi vorrà scrivere un commento in seguito. :)
    mammarosanna
  • vera68vera68 Colonna
    Pubblicazioni: 1,566
    Anche io parlo di me in 1^,2^,3^ persona singolare all'interno di uno stesso discorso.
    Confonodo di conseguenza i pronomi possessivi. Cioè io non lo confondo perché sapendo bene quando sto parlando di me in seconda persona con confondo mio con tuo, Ci a chi mi sto riferendo. È il mio interlocutore che non sempre capisce.
    Scrivendo è un po' più facile perché posso rileggere e modificare
    Starfish
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