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Rapporti con le altre donne

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Commenti

  • LupaLupa Membro Pro
    Pubblicazioni: 68
    @EstherDonnelly  vero. Le mie risposte erano per staccarsi un po' dalla prospettiva dell'uomo con quella mentalità e cercare di analizzare il discorso da una prospettiva più ampia.
  • DomenicoDomenico Colonna
    Pubblicazioni: 3,513
    Perdonami @Lupa posso chiederti di spendere qualche parola in più su questa mentalità di alcuni uomini che hai citato?

    Credo che l'hai notata in me e mi piacerebbe afferrare meglio il tuo punto di vista.
    Piuttosto che maledire il buio è meglio accendere una candela - Lao Tze
  • LupaLupa Membro Pro
    Pubblicazioni: 68
    @Domenico perdonami se ti ho dato questa impressione ma non era riferito a te, era riferito al discorso di Esther "Parliamo spesso di quanto sia ridicolo che un uomo che ha sempre vissuto con questa mentalità ecc", che io ho interpretato come quell'uomo che vive ogni diversità altrui come minaccia all'identità della propria categoria.
    Domenico
  • DomenicoDomenico Colonna
    Pubblicazioni: 3,513
    Ok @Lupa non posso dare risposta migliore di quella di @EstherDonnelly posso tentare di citare una frase del sociologo Norbert Elias riguardo l’identità: “l’affermazione di se stessi passa per lo sminuimento dell’altro”.

    Piuttosto che maledire il buio è meglio accendere una candela - Lao Tze
  • leilaleila Membro
    Pubblicazioni: 18
    Questo argomento mi sta a cuore e perciò mi scuso se non saprò arginare questo fiume di parole.

    Mi scuso anche perché andrò controcorrente.
    La mia esperienza è diversa da quelle che avete raccontato, sappiate che le rispetto e che mi dispiace, perché devono essere state dure, ma mi sento sempre a disagio quando sento parlare male delle donne (e anche quando sento parlar male degli uomini).

    Ci tengo a precisarlo: per me il genere di appartenenza non costituisce un criterio di preferenza e nemmeno la contrapposizione NT/ND che ho ignorato per cinquant'anni.

    Però, tranne che da bambina, per la maggior parte della vita ho frequentato donne.

    Sono cresciuta con la famiglia di mia nonna, cinque sorelle.

    Ho passato molto tempo in quel gineceo e a me piaceva.

    Trascorrevano il tempo libero come credo facessero le donne di quella generazione, nate tra gli anni venti e trenta, cucendo o facendo la maglia o occupate in  altri lavori, intanto quella che scriveva (incapace a creare con le mani) leggeva qualche sua storia, oppure si raccontavano aneddoti e ricordi che per lo più facevano ridere.

    Non le ho mai sentite malignare o spettegolare.

    Quando una di loro si ammalò non la lasciarono più sola e insieme, con dolcezza, l'accompagnarono alla morte.

    Da ragazza volevo fare amicizia con i maschi ma troppo spesso nascevano equivoci e mi toccava respingere avances indesiderate.

    Per questo alla fine ho preferito la compagnia delle ragazze.

    Sul lavoro ho subito mobbing dalla quasi totalità dei miei capi, maschi e femmine, senza distinzione.

    Mi ha confortato il sostegno di colleghe solidali, collaborative e leali.

    So che è stato un caso e che non rappresenta la regola, ma mi sono invece dovuta difendere da alcuni colleghi maschi competitivi, prevaricatori e scorretti.

    È solo per ragioni di combinazioni, incontri e circostanze, quindi, che ho avuto più rapporti con le donne e credo nella sorellanza.

    Delle persone non mi interessano il genere, l'orientamento sessuale, il colore, l'età, la neuroqualchecosa, etc etc.

    Credo che difetti e pregi siano caratteristiche umane trasversali e non prerogative di categoria.
    EstherDonnelly
  • MileleMilele Membro
    Pubblicazioni: 16
    leila ha detto:

    Questo argomento mi sta a cuore e perciò mi scuso se non saprò arginare questo fiume di parole.

    Mi scuso anche perché andrò controcorrente.
    La mia esperienza è diversa da quelle che avete raccontato, sappiate che le rispetto e che mi dispiace, perché devono essere state dure, ma mi sento sempre a disagio quando sento parlare male delle donne (e anche quando sento parlar male degli uomini).

    Ci tengo a precisarlo: per me il genere di appartenenza non costituisce un criterio di preferenza e nemmeno la contrapposizione NT/ND che ho ignorato per cinquant'anni.

    Però, tranne che da bambina, per la maggior parte della vita ho frequentato donne.

    Sono cresciuta con la famiglia di mia nonna, cinque sorelle.

    Ho passato molto tempo in quel gineceo e a me piaceva.

    Trascorrevano il tempo libero come credo facessero le donne di quella generazione, nate tra gli anni venti e trenta, cucendo o facendo la maglia o occupate in  altri lavori, intanto quella che scriveva (incapace a creare con le mani) leggeva qualche sua storia, oppure si raccontavano aneddoti e ricordi che per lo più facevano ridere.

    Non le ho mai sentite malignare o spettegolare.

    Quando una di loro si ammalò non la lasciarono più sola e insieme, con dolcezza, l'accompagnarono alla morte.

    Da ragazza volevo fare amicizia con i maschi ma troppo spesso nascevano equivoci e mi toccava respingere avances indesiderate.

    Per questo alla fine ho preferito la compagnia delle ragazze.

    Sul lavoro ho subito mobbing dalla quasi totalità dei miei capi, maschi e femmine, senza distinzione.

    Mi ha confortato il sostegno di colleghe solidali, collaborative e leali.

    So che è stato un caso e che non rappresenta la regola, ma mi sono invece dovuta difendere da alcuni colleghi maschi competitivi, prevaricatori e scorretti.

    È solo per ragioni di combinazioni, incontri e circostanze, quindi, che ho avuto più rapporti con le donne e credo nella sorellanza.

    Delle persone non mi interessano il genere, l'orientamento sessuale, il colore, l'età, la neuroqualchecosa, etc etc.

    Credo che difetti e pregi siano caratteristiche umane trasversali e non prerogative di categoria.

    Ciao Leila, ti cito perché ciò che hai detto mi ha colpito.
    Sei stata davvero fortunata, quando ho letto come sei cresciuta ho pensato: questa è il tipo di vita che avrei voluto.
    Io sono stata molto negativa nel mio commento, lo ammetto. Ma credo che i tempi siano cambiati, come di conseguenza anche i valori e i rapporti.
    Certo, come dici tu dipende tutto dalla fortuna, dal luogo, da tanti fattori.
    La mia esperienza forse è troppo personale, ma relazionarsi con loro oggi giorno è difficile, come sicuramente anche con i maschi (e confermo quello che hai detto, anche io mi ritrovo imbarazzata quando si dichiarano o ci provano, anche perché non sono mai capace di capirlo con i primi segnali)

    Spero che tutte prima o poi riescano a trovare sostegno e conforto da entrambe le parti e forse, ora che si sta iniziando a parlare di questa diversa realtà, le cose cambieranno.
    leila
  • EstherDonnellyEstherDonnelly SymbolPilastro
    Pubblicazioni: 2,523
    @leila penso che la cosa più rilevante del tuo post sia il fatto che è scevro da luoghi comuni.
    Nel senso che non hai scritto in termini abitudinari di categorie di persone ma della tua esperienza e basta, e ciò che ho capito io è che hai avuto un'enorme fortuna con le donne e una discreta sfortuna con gli uomini.
    A dirla meglio, hai avuto L'enorme fortuna di incontrare persone di cui fidarti.

    Aggiungo una nota perché mi sembra che nessuno la stia tirando fuori e mi pare cruciale: l'orientamento sessuale fa il grosso di questi problemi nei rapporti.
    Nel senso che penso sia perfettamente sensato non trovarsi in tensione con persone per cui non solo si proverà mai niente (in linea di massima), ma con le quali neppure si corre il grosso rischio di competere per la conquista di un partner.
    Io ci rifletterei su questa cosa.

    Per arrivare ad avere problemi con le macrocategorie significa che queste rappresentano un rischio per la nostra rete sociale, oltre che per noi stessi.
    leilaDomenico
    ❤️
    but the Earth refused to die
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