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Alcune domande tecniche sullo sguardo

Icaro89Icaro89 Colonna
modificato March 2015 in Sensi, percezioni, attenzione
Dunque apro questo thread perchè in quest'ultimo periodo ho avuto alcuni problemi a gestire la questione degli sguardi, non mi ricordo più cosa si deve fare di preciso.

La questione riguarda sia il mio sguardo, sia quello altrui.

Inizio col il mio: quando si cammina in una situazione pubblica verso dove dev'essere direzionato lo sguardo? Ho un po' perso l'orientamento... teoricamente si dovrebbe guardare dritto davanti a sè ma se lo faccio perdo l'equilibrio. Inoltre non bisogna nè ignorare nè fissare le altre persone che si incrociano, ma anche qui mi è praticamente impossibile adottare una via di mezzo. Cioè o mi trovo in modalità "il resto dell'umanità non esiste, sto pensando ad una cosa mentre cammino" ma così mi viene lo sguardo vuoto, e magari non ascolto nemmeno più se sto parlando con qualcuno, oppure mi trovo in modalità "accorgiamoci degli altri" però temo di fissarli troppo, forse perchè ci metto un po' a focalizzarli.

Insomma vorrei capire come imparare bene il modo NT di guardare nelle situazioni sociali, che è "interattivo" cioè anche in assenza di interazione è pronto a farla iniziare in qualsiasi momento, eppure gestisce con disinvoltura l'incrocio di sguardo con gli altri, mentre io non so cosa fare.

L'altra faccia della medaglia è lo sguardo degli altri, che non ho la più pallida idea di come interpretare (sempre se sono obbligato a farlo, non saprei).

Qui ricorro a degli esempi pratici capitati di recente.

Una volta ho notato che una ragazza sull'autobus mi guardava insistentemente con la coda dell'occhio. Io me ne sono accorto due o tre volte, alla terza volta si è girata di scatto e ha (forse) fatto finta di guardare fuori dal finestrino.

Un'altra volta è capitato esattamente lo stesso con un'altra ragazza, che mi guardava (almeno mi pare) con la coda dell'occhio e però per non farlo vedere scostava i capelli lunghi dal lato del viso. Inoltre ogni volta che si apriva la porta del bus si girava verso di me forse per vedere se fossi sceso.

E poi un'altra volta ancora una ragazza in biblioteca, dopo avermi notato ha cambiato posto e si è messa al mio stesso tavolo. Tempo dopo l'ho incrociata mentre usciva dal bagno e mi ha sorriso in un modo che mi ha lasciato perplesso, cioè come se mi conoscesse, non so.

Anche un ragazzo in biblioteca mi ha sorriso incrociando il mio sguardo e sembrava che stesse per iniziare a parlarmi ma io lo ho ignorato.

E poi ancora un'altra volta ho notato che un ragazzo cercava di prendere e mantenere a lungo il contatto visivo ininterrotto con me.

Ora, siccome io so con buona certezza di essere una persona assolutamente anonima, indistinguibile dalla massa e senza il benchè minimo segno particolare, che cosa vogliono dire esattamente tutti questi gesti? Di certo non faccio assolutamente nulla per attirare l'attenzione, credo nemmeno involontariamente, però qualche volta mi capita di notare queste cose, ma che senso hanno? Teoricamente, che io sappia, la gente guarda e basta, solo perchè non sa dove posare lo sguardo in situazioni di attesa, di stasi visuale (tipo quando si cammina) o distrazione, giusto? Cioè non dovrebbe trattarsi di sguardi di derisione, o forse sì?
Post edited by yugen on
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Commenti

  • corneliacornelia Senatore
    Pubblicazioni: 1,185
     Non so come è la regola generale degli sguardi quando si cammina, ti posso dire come faccio io. Io cammino guardando avanti, poi guardo le vetrine, se ne vedo una che mi piace mi fermo e guardo con più attenzione, poi riprendo a camminare, guardo le persone ma non le fisso.
    Gli sguardi delle ragazze sul bus, amici aspie, dovete iniziare a pensare che potete piacere loro!!! Se vi guardano è perchè vogliono lanciare un messaggio: sei carino, ti piacerebbe fare amicizia con me?
    Chissà quante di loro fate, involontariamente, sentire brutte perchè non "accettate" questo invito (anche se in realtà voi non lo captate).
    Gli sguardi di derisione, o meglio, di sorpresa si possono avere per persona proprio molto, ma molto bizzarre. Tipo quelle che vanno in giro con uno stivale in testa o cose del genere. Altrimenti, parlando di persone oltre i 19 anni, nessuno guarda per derisione.
    E' corretto che la gente guarda in momenti di stasi, però non con le modalità con cui ti hanno guardato le ragazze da te descritte.
    Ad esempio: sono in attesa dal dottore, mi guardo intorno, do uno sguardo alle persone, ma non torno a guardarle due volte, a meno che non mi interessino per qualche motivo.
    Ora mi sta venendo un dubbio. Voi aspie, in generale, riuscite a capire se siete bei ragazzi/e o meno? Oppure, con il vostro iperrealismo vi considerate normali solo perchè siete alti nella media, pesate nella media, ecc. e allora vi considerate estetocamente nella media? Magari Icaro, sei un ragazzo particolarmente carino e di conseguenza, vieni guardato per questo.
  • anankeananke Senatore
    Pubblicazioni: 1,585
    Guarda lo dico pure a te, anche se in verità credo che sotto sotto lo capiate già da voi: quando le ragazze fanno così stanno lanciando un segnale timido o meno, preciso o non preciso, volontario o involontario che vuole comunicarvi un loro interesse nei vostri confronti.
    Sulla base di questo, vedete voi che dovete fare.
    Se starci e sorridere a vostra volta, vedere che succede e nel caso approfittarne per attaccare bottone oppure lasciar perdere.
  • wolfgangwolfgang SymbolModeratore
    Pubblicazioni: 10,753
    Un'altra volta è capitato esattamente lo stesso con un'altra ragazza, che mi guardava (almeno mi pare) con la coda dell'occhio e però per non farlo vedere scostava i capelli lunghi dal lato del viso. Inoltre ogni volta che si apriva la porta del bus si girava verso di me forse per vedere se fossi sceso.
    Stava flirtando?
    Né scusa né accusa. Addestrare le competenze, insegnare valori, e-ducare l'Uomo dalla Bestia. La Natura non è una scusa.
  • Andata2Andata2 Membro
    Pubblicazioni: 935
    Secondo me, Icaro, tu non ti accorgi di un bel po' di cose ;).
    Fatti dire dai tuoi amici se ti ritengono un bel ragazzo che può suscitare sguardi ammirati. Non credo molto alla descrizione di tipo anonimo che fai di te stesso.
  • anankeananke Senatore
    Pubblicazioni: 1,585
    "Una volta ho notato che una ragazza sull'autobus mi guardava insistentemente con la coda dell'occhio. Io me ne sono accorto due o tre volte, alla terza volta si è girata di scatto e ha (forse) fatto finta di guardare fuori dal finestrino.

    Un'altra volta è capitato esattamente lo stesso con un'altra ragazza, che mi guardava (almeno mi pare) con la coda dell'occhio e però per non farlo vedere scostava i capelli lunghi dal lato del viso. Inoltre ogni volta che si apriva la porta del bus si girava verso di me forse per vedere se fossi sceso.

    E poi un'altra volta ancora una ragazza in biblioteca, dopo avermi notato ha cambiato posto e si è messa al mio stesso tavolo. Tempo dopo l'ho incrociata mentre usciva dal bagno e mi ha sorriso in un modo che mi ha lasciato perplesso, cioè come se mi conoscesse, non so."

    Guarda @Icaro, basta che tu rileggi quanto hai scritto (e non ti sto dicendo che sia strano tu non capisca, talvolta però il fatto di scrivere le cose e di rileggersi aiuta a mettere meglio a fuoco le questioni che altrimenti non riusciremmo a comprendere tanto bene) e credo ti diventerebbe subito lampante la realtà che sottende a certi gesti:)
    E' ovvio che tu piacevi a quelle ragazze. Ora, la domanda che ti puoi fare è "a me loro piacciono?"
    Se sì, magari possiamo passare al passo successivo, che può essere la domanda "qual'è il modo migliore per avvicinarmi?"
  • anankeananke Senatore
    Pubblicazioni: 1,585
    Ad ogni modo, per quanto riguarda la questione degli sguardi, io posso dire di camminare a testa bassa con l'attenzione rivolta spesso altrove ma di ritrovarmi frequentemente, foss'anche per un attimo, a gettare rapide occhiate nel circostante cogliendo così la prensenza del prossimo.
    Io come persona mi pongo a metà fra il visivo e il sensoriale e devo dire che mi capita di tornare spesso con lo sguardo sulle persone/cose che ho attorno se sono ferma e in alcuni casi questa insistenza assume quasi i caratteri dell'avidità, come se io volessi scomporre e assorbire quel dato oggetto per entrare più a fondo nella sua natura.
    Tuttavia ho come sempre avuto la strana e rassicurante sensazione di non dover rendere conto a nessuno di tutto ciò in quanto ho come l'impressione che nessuno colga i miei sguardi (anche quando sono insistenti) e ciò mi rende molto libera:)
  • Andato34Andato34 SymbolAndato
    Pubblicazioni: 4,027

    Se sì, magari possiamo passare al passo successivo, che può essere la domanda "qual'è il modo migliore per avvicinarmi?
    Se hai qualche consiglio anche per il passo successivo io ti leggo volentieri :)
    La Sindrome di Asperger è solo uno spunto per conoscere meglio se stessi e gli altri.
  • anankeananke Senatore
    Pubblicazioni: 1,585
    @alessiodx ok:) io dico quello che mi viene in mente poi il resto lo aggiungeranno le altre ragazze del forum:)
    Sapete cos'è, è che in passato, anni fa, m'è successo di pensare mille volte questa frase "fossi un uomo non sarebbe così complicato. Basterebbe lanciarmi per sapere tutto subito e non dovrei star qui ad aspettare per paura di spaventare l'altro". Ciò significa che per quanto riguarda il mio punto di vista per voi dovrebbe essere tutto molto semplice in realtà:) Per una ragazza/donna il fatto di essere corteggiate o di aver di fronte un ragazzo/uomo che ci prova è la cosa più naturale del mondo e nessuna pensa sia una cosa strana. Dunque se vi sorridono e siete interessati sorridete a vostra volta. Se la ragazza è del vostro giro, o comunque sapete di poterla rincontrare facilmente non occorre vi buttiate alla prima occasione. Magari la prima volta limitatevi a ricambiare il sorriso e lo sguardo (così alimenterete in lei la gioia dell'attesa per un eventuale prossimo incontro nel quale le cose potrebbero evolversi ulteriormente) dopodichè le opzioni sono mille. Dipende dai contesti nei quali vi trovate, ma in ogni caso provate a pensare a qualunque sciocchezza che possa aiutarvi naturalmente ad attaccare discorso. Chiedere un'informazione, fare una considerazione su un fatto qualunque ecc.. Per indicazioni più precise occorrerebbe analizzare caso per caso, con l'indicazione delle circostanze nelle quali questo viene ad accadere, ecc..
    Pensate che per una donna è tutto molto più complicato se non è l'uomo a farsi avanti. Noi spesso, più che sorridere non sappiamo che fare senza doverci inventare castelli o tentare un approccio tradizionalmente riservato all'uomo e che perciò rischia di essere percepito come fuori luogo o aggressivo.

    Se mi viene in mente altro lo aggiungo ad ogni modo il punto del discorso per me è questo. Passo la palla alle altre:)
  • corneliacornelia Senatore
    modificato December 2012 Pubblicazioni: 1,185
    Provo io. Descrivo qualche situazione tipo. Bar dell'Università, ti accorgi che un gruppo di ragazze ti guardano, contraccambi lo sguardo e poi quando te ne vai saluti con un semplice "ciao". Poi se le incontri di nuovo, risaluti e chiedi se vogliono un caffè. Poi chiedi informazioni riguardo il corso che frequentano, se hanno fatto un esame con un tal professore, se è vero che il prof. è str... ecc. Chiaramente vi presentate e se la fortuna ti aiuta scappa anche la scusa per il nr. di cellulare o la mail. (tipo tu hai degli appunti che potrebbero essere d'aiuto a questa ragazza, ecc.).
    Stesso comportamento nella situazione da te descritta della biblioteca. Noti che la ragazza cambia di posto per stare vicino a te, quando si siede le fai un accenno di sorriso e vai avanti a leggere, così vedi se ti risponde o meno, poi quando te ne vai la saluti con un semplice "ciao". La rincontri all'uscita del bagno, vi salutate e magari le dici: ci siamo incontrati in biblioteca, giusto? Lei ti risponde: si 
    Allora tu dici qualsiasi cosa tipo: ne ero sicuro, non potevo sbagliarmi, mi chiamo Icaro e tu? e solito format: che corso fai, hai tal professore, che specialistica farai, ecc...se la situazione lo permette (tipo non ci sono lezioni a ridosso del vostro incontro,ecc.) le puoi chiedere se vuole un caffè, oppure se ti dice che deve entrare in un'aula es. 110, le dici: dai ti accompagno che devo fare un salto a vedere se c'è un mio amico nella 112, così facciamo ancora due chiacchiere, se vuoi.
    Insomma, niente di che, devi accettare che le prime chiacchiere siano di circostanza, non dico proprio small talk, ma niente di profondo o specifico. 
    Post edited by cornelia on
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