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Il meglio di Evidenza

  • Approccio biologico

    Ci sono tre tipi di problemi: il razionale, che di fatto non esiste, la potenziale pericolosità e la mancanza di studi.
    1) La dieta GAPS è una dieta "detossificante". Come tutte le diete detossificanti è sospetta: ci pensano reni e fegato a disintossicare il sangue. Nel sito della tizia si legge che la detossificazione "toglie la nebbia tossica dal cervello". È un controsenso.
    1bis) Gli studi *seri* che collegano problemi intestinali e autismo si concentrano principalmente sull'infiammazione. Ma sono ancora in uno stadio precoce: individuano alcune correlazioni e poco altro, e come dice l'adagio "correlation is no causation". Anche perché se è vero che il cervello è già autistico nella fase fetale (cosa che la dottoressa della GAPS non riconosce: per lei gli autistici nascono "sani") diventa difficile immaginare un ruolo centrale dell'intestino nell'eziologia dell'autismo
    1ter) GAPS vuol dire "Gut and psychology syndrome", ed è stato inventato dalla stessa dottoressa che propone la dieta relativa. In genere è bene diffidare da chi sostiene di avere fatto scoperte sensazionali come queste e contestualmente ha già trovato la "cura".
    1quater) La dottoressa sostiene di essere partita dalla Specific Carbohydrate Diet, la quale a sua volta ha un razionale incerto ed è stata molto criticata.

    2) Una dieta molto restrittiva è sempre l'ultima spiaggia. Specie per i bambini e gli adolescenti, che hanno bisogni nutrizionali molto elevati. Il rischio di sballare qualche nutriente è altissimo, così come lo è quello di privare l'organismo di sostanze essenziali. 

    2bis) sul sito, in piccolo, si legge: «GAPSdiet.com shall not be held liable or responsible for any misunderstanding or misuse of information contained in “Gut and Psychology Syndrome” or for any loss, damage, or injury caused or alleged to be caused directly or indirectly by any treatment, action, or application of any food, food source, or dietary supplement discussed in this book.  » Non solo si manleva la responsabilità del sito, ma anche delle informazioni contenute *nel libro*. Praticamente stanno dicendo: "Se mettendo in pratica quanto hai letto in questo libro, che io ti ho venduto come risorsa di informazioni mediche e nutrizionali per migliorare la condizione degli autistici, ti capita qualcosa di male io non ti ho mica detto che ti avrebbe fatto bene e sono solo affari tuoi". Non è un modo molto serio di procedere.

    3) A oggi Pubmed non riporta uno studio che è uno sull'efficacia della GAPS. Le testimonianze sono aneddotiche, e in quanto tali antiscientifiche. 

    BONUS) La dottoressa ha diverse convinzioni assurde: secondo lei la pillola anticoncezionale altera la flora intestinale (ma non spiega come farebbe un ormone sessuale a modificare la flora); consiglia di spalmare yogurt all'interno della vagina nell'ultimo trimestre di gravidanza per "preparare il canale" al parto (!); consiglia di aspettare i cinque anni per vaccinare i figli e di controllare lo stato della flora prima di farlo (!!!)

    Insomma, c'è da aspettare che ci siano delle prove o si rischia di far danni. Seri. Molto.

    Per quanto riguarda il libro di Letizia Bernardi Cavalieri che è stato linkato, la tizia non è medico né biologo, e a un certo punto per sostenere l'ipotesi della "detossificazione" parla del mineralogramma, AKA "analisi del capello": che è un test del quale è stata rigettata in più occasioni la validità per questo genere di ricerche.
    SirAlphaexaAntaresriotclaluiSniper_OpsGeco
  • inizio ad odiare i weekend

    La sezione è discussioni tra genitori e io non lo sono ma sono stata anche io una bimba asperger e mi rivedo moltissimo nella tua bambina quando avevo la sua età. Quindi provo a darti una possibile spiegazione e poi tu deciderai se ti sembra possibile che sia quella giusta per tua figlia.
    Da bambina avevo enormi difficoltà con la gestione del tempo, che, ad oggi, si sono affievolite. Non facevo i compiti perché me ne dimenticavo, non lo scrivevo sul diario, non sapevo a che ora cominciare, né quanto tempo mi ci sarebbe voluto. Se mi obbligavano ad aprire i libri poi fissavo il vuoto e non cominciavo. Se mi offrivano aiuto reagivo male perché chiunque tentava di farmi fare le cose in un modo che non era il mio, e per me già era difficile fare quel poco che mi riusciva, figuriamoci farlo in maniera diversa dalla mia. In più non sapevo che gli altri non sapessero che tutto ciò mi stesse accadendo, e quando mia madre si dimostrava insensibile davo di matto. Ero convinta che lei, in qualche modo, dovesse sapere tutto. Quindi avevo enormi difficoltà a fare domande e a dire cosa non riuscissi a fare, perché non lo sapevo nemmeno io quale fosse il problema.
    Quindi i punti sono questi:
    1) Difficoltà nella gestione del tempo
    2) Difficoltà a stare attenta in classe, per cui a casa non avevo idea di cosa dovessi fare e perché. Tutto mi sembrava non avere senso
    3) Difficoltà a strutturare la sessione di lavoro
    4) Enorme difficoltà di traduzione dallo scritto al mio linguaggio interiore, fatto principalmente di schemi e immagini simboliche connesse da segni e leggi fisiche. Fondamentalmente, non sapevo che lunghi testi scritti significassero effettivamente qualcosa
    5) Memoria di lavoro minima e insufficiente
    6) Difficoltà a esprimere i miei sentimenti e a dare forma a domande che mi avrebbero aiutata 
    7) Ero all'oscuro del fatto che gli altri non avessero le mie difficoltà
    8) Di conseguenza sviluppavo astio nei confronti della scuola, deterioramento del senso di autoefficacia, e senso di abbandono da parte della famiglia che mi lasciava in questa condizione ammorbante
    9) Punto accessorio: essendo di dicembre ed essendo fisicamente molto piccolina credo fossi molto più immatura di chiunque altro in classe, e le maestre correvano troppo, soprattutto in matematica. Perché nel dettato dei numeri io ho bisogno di estrema lentezza, o mi perdo, anche oggi

    C'è da dire che mia madre non mi aiutava. Di tanto in tanto mi urlava di fare i compiti, e per me era come sentire un carico di massi sulla schiena, quindi tentavo l'evasione mentale, di nascondermi nel mio mondo. E, a volte, quando proprio non facevo nulla, alle 23 mia madre si metteva lì tutta arrabbiata a farmi fare i compiti di forza, ed era sempre una cosa angosciante.

    Dati gli 8 punti che ho elencato capisco che un genitore, come mia madre, si senta totalmente insufficiente e non trovi una via di fuga.
    Provo ad aiutarti.
    Intanto la tua bimba forse per qualche altro anno (non so quale sia la sua diagnosi o quanto sia profonda) farà molta fatica, avrà problemi di umore (tu immagina a scuola se si sente stupida, come fa a stare serena?), e di apprendimento. Quindi dopo qualsiasi aiuto che le puoi dare cerca di notare i progressi e non focalizzarti su ciò che ancora non sa fare.
    Poi, cosa fondamentale: lei ha problemi ad autogestirsi. Lo dici tu. Apre i libri e poi fissa il vuoto. Non lo fa per farti incazzare, lo fa perché è in profonda difficoltà ad iniziare le cose che ritiene eccessivamente complesse. Quindi, dati questi problemi di autogestione, non aspettarti che lei sappia cosa tu debba fare. Lei non sa cosa far fare nemmeno a se stessa! Non aspettare che ti faccia una domanda sui compiti, che chieda il tuo aiuto, che ti dica quando è pronta, perché se sapesse fare tutto questo - e per giunta mantenendo la calma - non le serviresti tu.
    Insegnale che non deve fare le cose quando manca il 'giusto' tempo. Ad esempio non deve fare i compiti calcolando che dalle 16 alle 19 starà lì, perché è una cosa complessa. Perché se apre i libri alle 16 magari trova la concentrazione alle 18, poi è ora di cena e quindi tutto il programma va in frantumi. Ovviamente è un ragionamento complesso che dico a te, non lo devi riferire a lei... Ma se non sa gestire il tempo un ottimo insegnamento che le puoi dare è che le cose importanti si cominciano subito. Il sabato mattina prima di pranzo, quando davanti c'è tutta la giornata. Mettiti vicino a lei e obbligala. Deve capire che è una routine fissa e che non può scappare. Sei tu la madre e sei tu che le dai la struttura che credi possa farle bene. Studiare per alcuni è orribile, c'è poco da fare, e certi bambini bisogna obbligarli. Ti metti lì vicino e resti con lei. Sei tu che leggi i compiti e le dai indicazioni di prendere il libro, aprirlo a pagina tot, leggere la consegna, capire ciò che chiede la consegna, se non l'ha capita ti deve chiedere aiuto, e le insegni a chiederti aiuto, le indichi di procurarsi tutto il materiale, cominciare, leggere insieme se necessario le prime righe. Poi restare nella stessa stanza e magari fai altro, ma la guardi, e quando ha finito le chiedi cosa ha capito. Se non ha capito le fai leggere un paragrafo solo e le chiedi cosa ha capito. Dopo varie sessioni ti prendi nota di ciò che sa fare da sola e ciò che non sa fare da sola. Le lasci fare tutto quello che sa fare e piano piano lasci nelle sue mani un compito alla volta ciò che non sa fare, come ad esempio procurarsi il materiale.
    Se tua figlia reagisce in maniera proprio aggressiva a ciò mantieni la calma e soprattutto l'autorità. Non pensare che la stai torturando, ma che stai facendo il suo bene. Quando ha capito che deve sempre fare i compiti il più presto possibile e che tu resti lì e ti assicuri che abbia fatto i compiti si sentirà protetta dalla nuova struttura e si sentirà meno persa nel dubbio e nell'incertezza. E non le passerà per la testa l'idea di trovare una via di fuga per evitare i compiti. Fa che anche il padre stia dalla tua parte, dovete dare messaggi univoci.

    Focalizzati su ciò che è riuscita a fare quel giorno, anche se semplicemente è riuscita a mantenere la calma, e dille quanto è stata brava, e che tu le vuoi bene e che lei è intelligente e che tu l'aiuterai a far vedere a tutti che lei ce la può fare. Fai in modo che o tu o tuo marito siate presenti ogni volta che ha da svolgere un compito, occupandovi non di farle i compiti, ma di farglieli fare, dando tutto il tempo necessario perché lei li faccia.
    Se ha già un carico di compiti ridotto significa che già si sta pensando al suo benessere.
    Parti dal presupposto che non ti odia, ma che ha molte difficoltà.
    E dato che ha molte difficoltà che può superare non ti raccontare la storia del "non ho vinto il premio mamma dell'anno" perché molte delle cose che tua figlia trova difficili i bambini delle altre mamme trovano scontate! Io sono stata una bambina con molte difficoltà e io stessa troverei estremamente complicato rapportarmi con un figlio che avesse le mie stesse difficoltà! Perché a volte vuoi essere d'aiuto ma il tuo sistema, per tua figlia, non funziona. Magari tu pensi che debba leggere molte volte e poi ripetere, mentre lei funziona in modo che può leggere una sola volta tutto in maniera molto lenta, ma poi sa già ripetere, e quindi se le dici di rileggere lei si sente frustrata, ecc... è un compito difficile il tuo, se sei in difficoltà non devi incolparti, ok?
    Un abbraccio, e vedrai che la tua bambina migliorerà crescendo 
    NewtonclaluiNemoGecosunsky
  • Richiami Vaccini bimbi con spettro autistico

    @Venus non voglio trasformare la discussione in qualcosa di spinoso più del dovuto. Rimanendo sul caso singolo di tuo figlio e senza conoscerlo, cosa ti fa pensare che il vaccino potrebbe creargli problemi? Le vaccinazioni come qualsiasi farmaco ed qualsiasi agente che altera l’equilibrio del corpo (compresi gli alimenti) possono scatenare reazioni avverse, ma ovviamente hanno anche ovvi vantaggi e bisogna pesare pro e contro.
    Non esiste un legame -diretto- tra vaccini ed autismo, il fatto che un bambino abbia una diagnosi di autismo non è di per sé un motivo valido per preoccuparsi, quindi niente preoccupazioni!
    Questione diversa invece se hai motivi seri per pensare che tuo figlio abbia delle fragilità immunitarie o neuro-immunitarie.
    A parte le bufale, ad oggi sappiamo che problemi immunitari (che possono anche produrre regressioni a livello neurologico) sono più frequenti nello spettro. In alcuni di questi casi la vaccinazione può essere sconsigliata. Ripeto: non dipende dalla diagnosi di autismo ma dalla compresenza di difficoltà nel sistema immunitario. Se pensi che possano esserci rivolgiti ad un immunologo o ad un pediatra specializzato; ma se non ci sono (non è che ce le hanno tutti i bambini autistici e neanche la maggior parte, pur essendo più frequenti che nella norma) e se non ci sono state reazioni avverse nella prima vaccinazione, non hai nessun motivo per temere di essere più a rischio di qualsiasi altra persona non autistica
    SirAlphaexarondinella61Tima_AndroidSniper_Opsgufomatto79VenusLisaLaufeysonriot
  • Prima la persona o prima l'autismo? Uso e mal-uso del person-first language

    Personalmente preferisco di gran lunga l'uso dell'identity-first proprio in quanto presuppone, in maniera per me molto più forte, il concetto di NEURODIVERSITA' visto con accezione positiva, ed è un termine fortemente identitario e rappresentativo della minoranza di persone ND.

    Neurodiverso ha la "stessa dignità" di Neurotipico, sono posti sullo stesso piano.
    Inoltre (fatto secondo me non trascurabile) è molto più rappresentativo di un capione utilizzare una singola parola piuttosto che una parola complessa, è molto più forte, facile da visualizzare e ricordare.

    Invece, l'uso del person-first, anche laddove venisse utilizzato bene (person-first sia per le persone con disabilità che per quelle senza disabilità), mi sembra che ponga comunque uno stigma sulle persone con disabilità: basta paragonare le frasi "persona senza disabilità" con "persona con disabilità" per rendersi conto che la seconda frase, anche se l'uso nasce in buona fede, reca con sé uno stigma e non si fa portavoce di una visione positiva.

    In questo articolo si mette si mette fortemente in risalto che l'uso dell'identity-first (cosa che il person-first non fa) spinge verso un cambio di paradigma:

    Il paradigma corrente (indotto nell'80% delle pubblicazioni, mi par di capire) è così descritto nell'articolo linkato:
    • esiste una sola condizione di "normalità" (quindi, se sei normale non hai bisogno di un termine identitario addizionale - bambini vs bambini con autismo)
    • tutto ciò che si discosta dalla normalità oltre una certa soglia è considerato sbagliato (quindi c'è bisogno del termine addizionale che spieghi in che misura ti discosti dalla normalità)

    L'identity-first approach, semplicemente, distrugge automaticamente questo paradigma "disabilizzante", assumendone uno nuovo in cui, ponendo Neurodiversità e Neurotipicità sullo stesso piano, conferisce uguale dignità alle due condizioni (distruzione del paradigma disabilizzante e assunzione del paradigma positivo)

    Un semplice cambio di termini per un risultato "potente".
    DomitillaRonnyMononokeHimewolfgangYona
  • Disturbi di personalità

    @ArtemideR
    Il Disturbo Bipolare è un disturbo dell'umore, non un disturbo di personalità.
    Per quanto riguarda la tua domanda:
    - Lo Spettro Autistico può coesistere con qualsiasi altro disturbo a parte quello della comunicazione sociale-pragmatica (semplicemente perché sarebbe ridondante).
    - I disturbi sono pensati per essere il meno sovrapposti possibile, in modo da evitare il problema della copertura diagnostica.
    - La maggioranza delle persone ha più di un disturbo, spesso NON sono indipendenti. Semplicemente ogni persona è una persona con il Suo insieme di caratteristiche, gruppi di queste caratteristiche prendono dei nomi, ma sotto sono spesso collegate.
    - Disturbi che tendono a "ridurre" quelli che sembrano tratti autistici (ma non sono tratti autistici -necessari-, sono solo parte dello stereotipo) e che quindi tendono a ridurre la probabilità di essere diagnosticati, sono in genere i disturbi esternalizzanti, come l'ADHD o con umore elevato (come la fase maniacale / ipomaniacale del disturbo personale) o personalità eccessivamente "estroverse" come quella istrionica.

    Ma non "annullano" l'autismo, lo nascondono.
    anxietyWBorgvera68Marco75ArtemideRSophiariotFabrizioVaderSimone85rondinella61
  • Perché fingersi neurotipici non funziona: come stare nel mondo "alla nostra maniera"

    Mi sembra che la vita tipo di un autistico si svolga su due binari: cercare di assumere regole neurotipiche di vita per mimetizzarsi il più possibile, e intraprendere un modello neurotipico di successo o almeno di sopravvivenza, oppure lasciarsi andare alla più istintiva neurodiversità repressa fino a quel momento, a porte chiuse, in una specie di atteggiamento ON/OFF che in realtà integra poco le due necessità fondamentali di essere se stessi, ma anche di stare con gli altri, ed è un grande spreco di energia per entrambe le parti.

    Secondo me dobbiamo smettere di pensare che i neurotipici siano i maestri migliori per insegnarci a stare nel loro mondo. I neurotipici rimangono neurotipici e, anche al massimo livello di erudizione, esperienza o sensibilità, ci riporteranno il mondo visto dalla loro parte.

    La cosa migliore del mondo sarebbe interagire con specialisti neurodiversi, allenati a tradurci il mondo nei nostri termini. Ma poiché questa non è la norma, vorrei solo fare un appello: quando un neurotipico vi spiega qualcosa, non fidatevi alla cieca. Ci sono tante cose della propria neurotipicità che non conosce, che non è in grado di spiegarvi perché sono troppo naturali per lui; in più agisce inconsapevolmente con la forza della maggioranza, è difficile che si senta disponibile a cambiare prospettiva, o lucido abbastanza, e spesso vi dirà solo che è tutto "ovvio". Ecco, non credete a tutti questi "ovvio" sparati a destra e a manca, perché sono un impedimento e uno spreco di potenziale.
    Vi invito invece a osservare, e fare domande (non è un percorso indolore, si va avanti per tentativi, fallimenti, imbarazzi, ma insomma, questa è anche la vita). Non è importante arrivare ad essere neurotipici, ma a capire come i nt funzionano, in modo da poter prevedere le loro azioni e reazioni, formarsi una "mappa mentale" che segua però le vostre regole di ragionamento.

    Esempio: ho chiesto al mio psicoterapeuta come facciano le persone a capirsi senza specificare prima il significato attribuito alle parole che useranno, tra tutti quelli disponibili. La sua risposta: "non si capiscono, ma non lo sanno e continuano a parlarsi".  Questa è una spiegazione "alla neurodiversa" per me. Un nt per strada non me la direbbe mai, però è vera, e in fondo credo che anche i nt lo sappiano, solo "non sta bene" esserne consapevoli, tantomeno parlarne (per questo dico di non prenderli sul serio al 100%).

    A partire dalla propria mappa mentale (più è individuale, più è precisa - ma non illudetevi, sarà sempre un work in progress) sarà possibile capire i punti in cui la propria neurodiversità può essere lasciata libera senza far danni, anzi, a volte anche per il bene proprio, o di qualcuno che ci importa, o anche per il bene di un gruppo. Importa il risultato, che sia un risultato armonico con la comunità in cui siete inseriti. Poi potete raggiungerlo nel modo che preferite.

    Esempio: la cosiddetta spudoratezza autistica fa danni se è tirata fuori a casaccio. Ma nel momento giusto (e spesso il momento giusto è un momento che i neurotipici non riescono a prevedere o suggerire!) può aiutarti a difenderti, o a conquistare la stima di qualcuno, o addirittura a fare gli interessi del gruppo. Dipende tutto dal contesto (che non si capisce "naturalmente", ma con l'osservazione).

    Se gli autistici possono mimare il comportamento nt a tal punto da sembrare indistinguibili, vuol dire che la capacità di osservare e imparare, di scendere a compromessi, di prendere atto senza concordare, è presente. L'importante è usarla per il nostro bene, per portare avanti la nostra visione del mondo, per crederci. Non saremo gli eroi che Gotham si merita, ma a volte siamo quelli di cui ha bisogno ;)


    [Ovviamente non ci sono due nt uguali né due nd uguali, il discorso noi-loro è stato fatto per semplificare].
    RonnyAmelierondinella61Marco75NemoRemiNorewolfgangCyranovera68MononokeHimesdentato1979
  • Clemy

    Da quando ho avuto la diagnosi questo forum ed il sito sono stati di vero sostegno per me e ne sono davvero riconoscente : finalmente "aria pulita ed acqua fresca" in un contesto inquinato da incomprensioni e diffidenza.
    OrsoX2Sophiariot
  • Il gruppo raduno ha un nome: "La tribù di Hans Asperger"

    Il forum di Spazio Asperger è diventato una comunità di pratica per il supporto di individui nello spettro autistico e per le loro famiglie che nel tempo si è aperta al confronto non solo online, ma anche di persona.

    I raduni, che sono iniziati grazie ai pionieri di questo forum, oggi sono diventati un appuntamento piacevole e una possibilità di incontro e scambio incredibilmente preziosa.

    Ho pensato sia arrivato il momento di dare un nome al gruppo raduno, ovvero "La tribù di Hans Asperger", ed ho pensato di farlo proprio in occasione del prossimo raduno che si terrà sabato 17 Febbraio 2018, prima dell'evento gratuito di Spazio Asperger per la Giornata Mondiale della Sindrome di Asperger http://www.spazioasperger.it/forum/discussion/10414/18-febbraio-2018-giornata-mondiale-della-sindrome-di-asperger-evento-gratuito-a-roma#latest




    wolfgangriotOrsoX2WBorgvera68Marco75DoordavidemosconeGrizli
  • Ansia nervoso e tanto altro

    Grazie @clalui , farò così lo iscriverò poi dopo se c’è da aggiungere integrare o chiarire ci penserò !!! Grazie a tutte Voi per il supporto , solo leggendo riesco a stare meglio .... siete tutti speciali
    mammaconfusa80claluimamma66Sophiagioia
  • Qual è lo scopo del Forum?

    Il Forum di Spazio Asperger nasce dalla volontà dei suoi amministratori, @wolfgang e @davidemoscone, di creare uno spazio di confronto e di supporto per persone nello spettro autistico e per i loro familiari.

    Spazio Asperger, come comunità di pratica, si pone anche quale strumento di informazione per la corretta divulgazione dello spettro autistico lieve (Sindrome di Asperger) e della neurodiversità.

    La filosofia del forum, seguendo la Psicologia positiva, auspica alla realizzazione di uno spazio di confronto costruttivo, in un'ottica inclusiva, dove tutti (non solo individui nello spettro) possano dare e ricevere un contributo in termini di accettazione, altruismo e coesione.

    Spazio Asperger è una realtà che colloca in primo piano i punti di forza dell'individuo, migliorando il disagio, qualora presente, attraverso strumenti che portino ad una maggiore comprensione e gestione della neuroatipicità.

    L'idea è quella di costruire una cornice interpretativa nuova con cui possibilmente ripensare il disagio e la sofferenza, affrancandosi da termini quali malattia, cura, guarigione, etc. e utilizzando preferibilmente termini come condizione
    e funzionamento.

    Per la tutela di questo Spazio e dei suoi utenti invitiamo tutti a leggere il Regolamento:

    Invitiamo inoltre gli utenti a leggere il Manifesto di Spazio Asperger nel link qui di seguito riportato, dove sono approfonditi gli obiettivi e la filosofia di questo Spazio e dei suoi ideatori:
    http://www.spazioasperger.it/altri-articoli-di-interesse/15-spazioasperger-it-manifesto

    Ovviamente non richiediamo ai nostri utenti di condividere in tutto e per tutto il nostro statuto, ma assolutamente richiediamo di condividere il Regolamento e l'intento da cui nasce questo progetto.

    In particolare non saremo  transigenti su:

    -attacchi diretti, deliberati, insulti, etc.. ad utenti;
    -attacchi diretti, deliberati, insulti, etc.. verso professionisti specifici;-attacchi diretti, deliberati, insulti, etc.. verso categorie di persone o minoranze (dicesi razzismo, e non importa se non sono neri od omosessuali ma ad esempio neurotipici, sempre razzismo è);
    -incitazioni a violazioni della legge o della copyright (quindi per favore evitiamo di parlare in modo compromettente di marjuana, pirateria informatica, rimedi di dubbio riscontro, etc..).

    Tutto questo perché dobbiamo tutelare i nostri utenti (quindi anche voi) ma dobbiamo tutelare anche noi stessi sia legalmente che professionalmente.

    Un'altra cosa da dire, che invece riguarda la convivenza civile e l'etichetta, è che il Forum nasce con lo scopo della condivisione e del supporto, non dello scontro e della discussione. Può capitare che si discuta su qualcosa, per carità, ma non essendo quello il fine, chiediamo di smorzare le discussioni, rispettando anche la sensibilità del tipo di utenza. Questo significa sia evitare di infrangere le regole sopra esposte, sia evitare dall'altra parte comportamenti vittimistici che tendano solo a fomentare gli animi.


    Spazio Asperger, nelle persone dei suoi admin e staff di moderazione, augura a tutti una buona permanenza sul Forum
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