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Il meglio di Utile

  • Adesso basta

    @Alex1919 stai strabordando, sei come un vaso che tracima e non contiene più.
    Se cambio argomento (per me le relazioni uomo-donna sono un argomento emotivamente neutro) e penso invece all'argomento che mi pungola potrei avere anche io una reazione verbale così. È la rabbia repressa e c'è un argomento che in condizioni di maggiore sensibilità la fa tracimare, e l'argomento è legato a un fatto magari recente che però però trae le sue vere origini in un altro fatto (o somma di fatti) che si collocano molto indietro nel tempo.
    Sei arrabbiato, incazzato nero, ma è l'eco di una incazzatura antica. Questo è ciò che devi portare in psicoterapia.
    Io non ho scritto sul post che hai aperto sul percorso di diagnosi perché non faccio psicoterapia di gruppo anche se so che se ben condotta può portare buoni risultati. Io sto seguendo una terapia individuale e in ogni caso è difficile dire a che punto si è e quale sarà il percorso. Proprio ieri ho visto un video (l'ho postato) dove il paziente guarito diceva che il paziente ha la mappa e il terapeuta ha la luce e il cammino si scopre man mano.

    Non considerate o.t. questo commento, per favore anche se lo sembra. É solo, secondo me, uno sguardo trasposto alla rabbia, qualunque sia la sua origine
    Antares
  • Abilita o Voglia di raccontare ?

    Mi fa piacere spero possa esserti utile. Comunque le modalità e gli ambiti di applicazione sono vastissimi. Per esempio durante il gioco simbolico ( mia figlia va molto bene in tale frangente). Io la lascio giocare e poi comincio a chiedere.
    Le prime volte le domande erano "stai lavando il coniglietto?" "è sporco?"
    Piu' avanti "perché il coniglietto è nella vaschetta?" e perché è sporco?
    Ora le chiedo semplicemente "che fai?"

    L'unica cosa a cui stavo e sto attento e a non insistere se non risponde... Alla fine come per tutti i bambini se non ha voglia di raccontare.. Stop.

    Martian
  • Mio fratello, deve sempre rovinare tutto.

    Socializzare è un qualcosa che si fa - minimo - in due. Se entrambi non sono capaci oppure uno è (o appare) "respingente" è difficile che si riesca a socializzare.

    Forse prima di cercare una città o un posto in cui socializzare (più) facilmente, bisognerebbe capire quanto si è davvero disposti a cercare amicizie, quanto si è aperti e disponibili verso gli altri.
    Desiderare degli amici non implica necessariamente il riuscire a farsene. Se uno non ha l'attitudine giusta, un posto vale l'altro...
    vera68Valentaamigdalawhatsername84LisaLaufeyson
  • Abilita o Voglia di raccontare ?

    Ciao adì. Ti dico come abbiamo fatto noi per sviluppare la narrazione, magari può esserti utile visto che anche mia figlia ha poco più di tre anni e mezzo.
    Comincia a impostare tu il racconto... richiedendo all inizio solo dei "si" e dei "no", del tipo "hai giocato con x oggi?".. Avete usato dei colori?.... E successivamente allarghi portandolo prima a dire una parola specifica all'interno della richiesta.. Esempio se alla domanda "hai usato i colori?" poi puoi chiedere "e che colori hai usato?".. E con chi eri mentre usavi x colore"
    Piano piano la narrazione dovrebbe affinarsi. Almeno così è stato per noi.
    Salutoni
    Martianadi
  • Abilita o Voglia di raccontare ?

    Ciao adi. Prima di tutto ha tre anni e mezzo! Non è che a quell’età i bambini facciano chissà quali grandi racconti.
    Cosa intendi par raccontare? Perché ci sono molte cose diverse dove poter intervenire che possono avere però basi differenti.
    Mi spigo. Se a mio figlio(nove anni) chiedo “cosa hai fatto oggi?” Lui mi fa un elenco giusto ma monocorde della giornata (esempio: mi sono svegliato, ho mangiato il tegolino, ho fatto i compitini ecc) con entusiasmo zero! Lo ha imparato a fare ma non gliene frega una cippa di dirmelo. Immagino che per lui sia totalmente inutile. Per insegnargli a far questo abbiamo fatto tutto un percorso che per ora ti risparmio ma se vuoi posso approfondire.
    Se invece chiedo a mio figlio: mi racconti la storia della zebra debra?(è una puntata di un cartone) ecco che parte con parti a memoria e parti parafrasate con tanto di occhi che gli si illuminano e cambio di voce per i vari personaggi. Chiaramente lì’ è ovviamente motivato. Anche per imparare a raccontare le storie è stato fatto comunque un lavoro dalla terapista.
    Raccontare e raccontarsi sono due cose differenti. Per entrambe le cose ci sono molte cose che si possono fare ma per la motivazione all’una e all’altra temo ci sia solo da aspettare..
    Martianmammaconfusa80chiocciolinamammarosanna
  • Rivalutazione e rischio adhd

    Noi abbiamo iniziato ABA circa 2 anni fa quando mio figlio aveva appena compiuto 2 anni e a differenza di ciò che leggo qui ci siamo trovati subito bene.
    Non ho mai trovato ABA un addestramento ma un modo per incanalare le risorse di mio figlio verso comportamenti funzionali.
    Senza non credo avremmo avuto gli stessi risultati.
    Ora abbiamo deciso di ridurre le ore di ABA da 6 settimanali a 4.5, perché non credo siano più necessarie troppe ore e abbiamo introdotto da alcuni mesi 2 di logopedia e 2 di psicomotricità che a questo punto dell'evoluzione del bambino mi sembrano più utili.
    Spero di diminuire sempre di più le ore di terapia ABA a favore di attività di gruppo per favorire la socializzazione dato che adesso finalmente ci sono i presupposti per iniziare in tal senso.
    Queste sono decisioni nostre personali e da mamma ho deciso di seguire il mio istinto che fin'ora mi ha sempre dato ragione.
    mammaconfusa80LinnamammarosannagioiaSmeagol
  • Bambino oppositivo

    Io scappavo dall’asilo, di casa.
    Perché pensate sia una protesta?

    Io non capivo perché dovessi stare in un luogo dove non avevo nulla da fare, pieno di rumore, di bambini che mi escludevano.

    Era tutto fuori che una protesta.
    Scappavo anche di casa... proprio perché continuavano a insistere su asilo... e non hanno mai pensato di spiegarmi perché lo facessero, come se fossi scema
    Smeagol
  • Rivalutazione e rischio adhd

    Secondo me non dovresti più farlo valutare.
    E se non ti convincono devi lasciare questa terapia.
    E poi quando inizierai a non considerare più tuo figlio autistico, ma solo un bambino con delle difficoltà che va seguito un po' di più ti sentirai molto meglio non solo tu, ma vedrai enormi progressi in lui. Provare per credere.

    Apro una piccola parentesi. (Esperienza mia personale). Non ho fatto fare Aba nonostante in molti me lo suggerissero. Ha fatto logopedia e psicomotricità.
    Ha una psicomotricista da 8 anni ed è una persona splendida. All"inizio lei mi diceva sempre:" Non trattarlo da autistico, non lo considerare problematico, pensa solo che è un bimbo che deve iniziare a parlare e stop."
    Io la presi per pazza. Ma aveva ragione.
    Poi mi disse: "Quando le mamme iniziano a rilassarsi i figli migliorano molto di più."
    Anche in questo non le credetti. Ma invece aveva ragione.


    DomitillaloconiLisaLaufeysonsara79gufomatto79LinnaAlbinaSmeagol
  • Incapacità a socializzare. Raccontate le vostre storie

    Io ho avuto diverse amicizie nell'ambito scolastico. Il problema mio è che se l'amicizia non mi prende in modo profondo tendo a trascurarle. Ci si trova sempre di meno finché si smette di sentirsi. Con le amicizie profonde devo fare attenzione, basta poco per sentirmi trascurata e arrabbiarmi e alla lunga questo logora il rapporto. Ho tentato di riallacciare una vecchia amicizia a cui tenevo abbastanza, ma il tentativo di conversare è durato tre messaggi. Le ho dato una seconda possibilità ed è finita allo stesso modo. L'altra persona probabilmente aveva troppo da fare o pensava di avermi risposto e poi non l'ha più fatto. Quando uno si comporta così, tutti i buoni propositi con cui avevo iniziato la conversazione se ne vanno. 
    giuseppe
  • Rivalutazione e rischio adhd

    Buongiorno, vi chiarisco i dubbi: oggi era il turno del papà, molto meno positivo di me, molto più rigido e molto più sensibile (ovviamente lo sono anch'io)al parere medico. La npi, gli ha detto "non pensi mai, che suo figlio sia GUARITO."
    Alla domanda di mio marito " ma ditemelo chiaro, sospettate un ritardo?"
    Hanno risposto che non si sa, che è una cosa che si vedrà tra tanto tempo, che le tabelle sulle quali si basano cambiano, che a volte, ci si accorge che certi standard sono troppo alti e che cambiano nel corso degli anni.
    Infine alla domanda "ma stiamo facendo tutto il possibile la risposta della npi è stata, "sì " l'aba è la terapia che dà i risultati migliori, che alcuni ce la fanno in un anno, altri in vent'anni. Se fossero stati sinceri avrebbero detto che l'aba è l'unica terapia che offrono e che si guardano bene dal fare il parent training.
    Conclusione di mio marito "pensano a un ritardo, sono di quelli che devono fartelo digerire piano piano, ma è così".
    Povero mio figlio non vive nel contesto sereno che vorrei per lui.

    @Ioconi io non sono d'accordo sulla frase "Aba è la terapia migliore" seguita da"per alcuni basta 1 anno per altri 20". Se fosse davvero "la terapia migliore" non ci vorrebbero 20 anni per cosa poi? Finire il loro programma? Il manuale Aba me lo sono letto tutto quando mia figlia iniziò a fare questa terapia e l'ho vissuta sulla nostra pelle. Incontro genitori di bimbi di 7 8 anni che mi dicono che i figli parlano perché rispondono a 50 domande. Mi viene da ridere. Aba è così. Per alcuni bimbi che in 1 anno si aprono al mondo credo che fare Aba o Dir o Denver o psicomotricità generica, cambi poco Per rutti gli altri l'approccio dovrebbero essere molto personalizzato e super individuale. Aba o non Aba. Stai quindi solo attenta che facciano questo e ti consiglio di stare poco dietro alla parte dell'aba che è puro addestramento. Perché c'è e in alcuni centri si vede molto, anche se ti dicono che non è così.
    loconivera68damySmeagol
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